Data ultima modifica: 26 Luglio 2020

“Certo che ci sono cose che sono state sbagliate e noi dobbiamo imparare dai nostri errori nel modo più veloce possibile”. Così Boris Johnson ha ammesso, in un’intervista a SKy News, gli errori commessi nella risposta iniziale all’epidemia di coronavirus.  Una crisi che non è finita, ha poi aggiunto il premier britannico che nei mesi scorsi ha contratto il virus rimanendo ricoverato per alcuni giorni in terapia intensiva, prevedendo che la parte peggiore finirà “a metà del prossimo anno”. Le parole di Johnson ricordano quelle pronunciate nell’intervista al premier trasmessa ieri sera dalla Bbc. “Noi non abbiamo capito il virus nel modo in cui avremmo voluto nelle prime settimane e mesi”, ha ammesso il premier. Il Regno Unito intanto da domani imporrà di nuovo una quarantena di 14 giorni a chi rientra dalla Spagna. La notizia, anticipata dalla Bbc, è stata di fatto confermata dalla premier scozzese, Nicola Sturgeon, che ha reso noto, con un comunicato del suo governo, che la Spagna “sarà rimossa dalla lista dei Paesi esentati dalla quarantena a causa dell’aumento del numero dei casi negli ultimi giorni”. Il governo britannico ha stabilito multe fino a mille euro per chi viola la quarantena, e azioni penali in caso di infrazioni reiterate. “La nostra priorità assoluta è la protezione della salute pubblica e abbiamo preso questa decisione per limitare la potenziale trasmissione nel Regno Unito”, ha detto un portavoce del governo britannico precisando che “era stato sempre detto con chiarezza che avremmo inserito qualsiasi Paese nella lista delle restrizioni se fosse stato necessario”.  

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