Data ultima modifica: 11 Maggio 2022

(Adnkronos) –
Continua la riduzione dei pazienti Covid negli ospedali: in una settimana il numero dei ricoverati è sceso complessivamente del 7,5%. Un calo più netto si osserva nella fascia pediatrica, con una riduzione che si attesta al 26,5%. E’ quanto emerge dalla rilevazione degli ospedali sentinella della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). Nella settimana 3-10 maggio è stata registrata una diminuzione dei ricoveri maggiore rispetto alla settimana precedente, 26 aprile-3 maggio, quando la riduzione si era attestata al 5,7%. In particolare si sono ridotti in maniera netta, -9%, i ricoverati Covid nei reparti ordinari. Di segno opposto la situazione in terapia intensiva, dove sono aumentati di 11 unità i pazienti. Il piccolo balzo di cifre nelle rianimazioni – sottolinea la Fiaso – può tuttavia essere spiegato con il picco in controtendenza rilevato 15 giorni fa, subito dopo Pasqua: quell’incremento di pazienti registrato allora nei reparti ordinari ha portato fisiologicamente con l’aggravarsi di alcuni casi, a distanza di 2 settimane, all’aumento oggi nelle terapie intensive. Da evidenziare, inoltre, come il 42% dei pazienti, sia nei reparti ordinari sia nelle rianimazioni, sia ricoverato per Covid, con i sintomi respiratori e polmonari. Si tratta per due terzi dei casi di soggetti non vaccinati oppure senza booster, sui quali il virus continua ad avere conseguenze gravi. 
Migliora nettamente la situazione per i ricoveri pediatrici. Nella rilevazione del 10 maggio, nei quattro ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali aderenti alla rete sentinella Fiaso si osserva una riduzione dei pazienti Covid pari appunto al 26,5%. I bambini fino a 4 anni sono ancora la maggioranza dei ricoverati, ovvero il 50% dei pazienti (il 23% ha tra 0 e 6 mesi); tra 5 e 11 anni il 34% dei ricoverati, mentre il 16% ha tra 12 e 18 anni.  “Dall’analisi dei dati dei pazienti ricoverati emerge come ci sia ancora una certa quota di anziani e fragili non vaccinati che finiscono in rianimazione: questo, a distanza di un anno e mezzo dall’inizio della campagna vaccinale, è inammissibile”, commenta Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). “La curva dei ricoveri Covid continua a scendere e l’arrivo di temperature più alte sicuramente ci aiuterà. Ma non possiamo permetterci distrazioni”, aggiunge. “Dobbiamo avere fiducia nei vaccini che proteggono molto bene dalla malattia grave. L’utilità della quarta dose è sottovalutata, invece occorre ribadire, come ha detto nei giorni scorsi il ministro della Salute, l’importanza di aderire al booster per gli over 80 e per i malati: il piccolo aumento registrato oggi nelle rianimazioni ci dice che si continua ancora a morire di Covid. Con le vaccinazioni e con la quarta dose booster, invece, i più fragili possono essere protetti”, sottolinea.  Il report rileva che i no vax in terapia intensiva sono pari al 20%, hanno un’età media di 74 anni e sono al 100% affetti da altre patologie: “Proprio quei soggetti fragili, per comorbidità e per età, avrebbero dovuto fare per primi sia il ciclo primario di vaccinazione contro il Covid sia il booster”.    

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