Data ultima modifica: 16 Dicembre 2021

Covid in Italia e contagi in aumento? “Purtroppo nei prossimi mesi qualche restrizione alla mobilità essenzialmente occorrerà in tutti i Paesi europei, ed è possibile che qualche ulteriore restrizione sia necessaria anche” nel nostro Paese. Lo dice ai microfoni di ‘Che giorno è’ su Rai Radio 1 Carlo La Vecchia, docente di epidemiologia all’università Statale di Milano.  “Nonostante abbiamo vaccini molto efficaci per il Covid, più efficaci di quelli che usiamo ogni anno per l’influenza – spiega – questi non bastano. In questa stagione occorrono anche delle restrizioni non farmacologiche”. Quanto al Natale, “dovremmo vivere i prossimi giorni con molta attenzione. Una buona regola – ammonisce l’esperto – è adottare in casa le stesse misure che si utilizzano in ambienti pubblici, comportarsi nei pranzi in casa come ci si comporta al ristorante in linea di principio restringere gli incontri ai vaccinati”.  “Il punto base – sottolinea La Vecchia – è proteggere gli anziani perché sono coloro che rischiano la malattia grave e anche il decesso. Purtroppo – constata il medico – al richiamo gli anziani e anche gli adulti hanno risposto con meno entusiasmo che non alle prime dosi. E’ vero che noi oggi abbiamo gli hub che lavorano a pieno regime e facciamo più di mezzo milione di vaccini al giorno, ma non li facciamo ai gruppi di età giusti perché i 20enni e i 30enni devono fare il richiamo, ma potrebbero aspettare, mentre un 60enne un 70enne e anche il 40% degli 80enni che non hanno fatto il richiamo in questa situazione rischiano davvero di ammalarsi gravemente”.  Presto faremo il richiamo di vaccino anti-Covid a 3 mesi. Fa questa previsione Carlo La Vecchia, che ricorda: “In Italia abbiamo il limite dei 5 mesi ma in realtà proprio l’altro ieri l’Ecdc ha esortato a ridurre l’intervallo a 3 mesi, cosa che è già stata fatta nel Regno Unito. I 5 mesi italiani sono essenzialmente un problema logistico: è ovvio che è meglio fare il richiamo a chi ha 5 mesi di intervallo rispetto a 3, ma a breve – prospetta l’esperto – scenderemo anche noi a 4 e a 3 mesi. Appena saremo in grado ridurremo anche noi la distanza, oggi vanno fatti prioritariamente a chi ha intervalli più lunghi”.  

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