Data ultima modifica: 26 Agosto 2020

“Questa situazione di negazionismo è legata al fatto che le persone vogliono gettarsi alle spalle la paura sfidando la sorte. Mio figlio ha fatto uno stage in una piccola azienda e la prima cosa che gli hanno detto è: ‘La mascherina la mette chi ha paura’. E infatti se n’è andato”. E’ l’aneddoto raccontato dal virologo Fabrizio Pregliasco a ‘Radio Cusano Campus’.  “L’aspetto altruistico – è la riflessione dell’esperto – va a farsi benedire in una situazione vissuta come l’attesa di un meteorite che è la seconda ondata. È una sorta di ‘vita mia mors tua’, togliamo la paura e andiamo avanti in modo spavaldo. Poi succedono le cose come al ‘Billionaire'”. “La scelta di dire ‘apriamo le discoteche’ e ‘balliamo con le mascherine’ si è visto che non è compatibile”, ha proseguito il virologo, convinto che “Bisogna sperimentare le cose. Non voglio dire che è stato sbagliato aprire le discoteche. Non c’è la certezza di fare procedure esatte in questa situazione. Si va avanti per tentativi ed errori per verificare cosa si può fare. Ci vedo un tentativo che non ha dato i risultati attesi”. “La seconda ondata – ha puntualizzato il virologo – è ciò che la storia ci dice essere successo in pandemie del passato. Dobbiamo organizzarci per farci trovare pronti. In questo modo saremo in grado di gestire la convivenza con il virus che è passato da una diffusione epidemica a quella endemica”. 

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