Data ultima modifica: 11 Marzo 2021

Scuole chiuse nelle province di Bari e Taranto a partire da venerdì 13 marzo fino al 6 aprile. E in tutta la regione misure antiassembramento più severe e ulteriori limitazioni relative alle attività di somministrazione di alimenti e/o bevande, in particolare dopo le 18 e nei giorni festivi e prefestivi. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emesso una ordinanza, con la quale si dispone la sospensione delle attività dei servizi educativi dell’infanzia e lo svolgimento delle attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva “la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”, garantendo comunque “il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”. Il provvedimento di Emilian si basa anche su una relazione sull’andamento dei contagi in ambiente scolastico aggiornato al 10 marzo. Inoltre, si legge nell’ordinanza, in Puglia “il tasso di incidenza settimanale, stimato attraverso i dati del flusso aggregato della Protezione Civile alla data del 9.03, risulta pari a 214 per 100.000 abitanti, con valori più elevati in provincia di Bari (306 per 100.000 abitanti) e in provincia di Taranto (275 per 100.000 abitanti)”. Già prima di questa ultima ordinanza, determinata dalla crescita negli ultimi giorni dei casi positivi, in tutta la regione la didattica in presenza era stata molto limitata da altre ordinanze di Emiliano, soprattutto nelle scuole superiori. Il Tar ha prima accolto un ricorso di genitori, poi ne ha respinto un altro, scrivendo che il nuovo provvedimento di Emiliano era “meglio motivato”. “Fermo restando l’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno un metro – si legge nell’ordinanza – è vietato lo stazionamento all’aperto, presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, se non si è in solitudine o non si è in compagnia di persone che fanno parte del proprio nucleo familiare o convivente, se non per usufruire di servizi essenziali. I Sindaci – continua l’ordinanza – dispongono la chiusura al pubblico di strade o piazze nei centri urbani, allorquando valutino sussistente il rischio di assembramento, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Restano salve ulteriori o diverse misure più restrittive adottate dai Sindaci nell’ambito del territorio comunale di riferimento”.  Per quanto riguarda le attività di somministrazione di alimenti e/o bevande per l’intero territorio regionale con decorrenza immediata e sino al 6 aprile “fermo restando dopo le ore 18:00 il divieto di consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, in tutti i giorni festivi e prefestivi dopo le ore 18,00 è comunque vietato l’asporto di bevande da distributori automatici o da qualsiasi esercizio e/o attività commerciale, autorizzati alla somministrazione, ad eccezione degli esercizi di cui all’articolo 27 comma 5 del dpcm 2 marzo 2021. Resta fermo il divieto di asporto dopo le 18,00 anche da tutti i soggetti che abbiano come attività prevalente una di quelle identificate dal codice Ateco 56.3 (bar e altri esercizi simili senza cucina ndr). Tutti gli esercizi devono esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti; la mascherina va costantemente utilizzata a copertura di naso e bocca sia in piedi che seduti nonché negli spostamenti nel locale enello spazio esterno, salvo che per il tempo necessario per la consumazione di cibo e bevande. E’ sempre consentita e fortemente raccomandata la vendita con consegna di alimenti e bevande a domicilio; restano salve ulteriori o diverse misure più restrittive adottate dai Sindaci nell’ambito del territorio comunale di riferimento”. “Le riunioni giornaliere di monitoraggio dei posti letto Covid hanno già registrato un aumento dei ricoveri dei pazienti Covid, tali da determinare una quasi completa saturazione dei posti letto dedicati nelle province di Bari e Taranto. Ma anche nelle altre province pugliesi, se la curva epidemica dovesse continuare la sua progressione, si determinerà un ulteriore incremento di richiesta di ricovero e queste ultime non potranno più soccorrere quelle di Bari e di Taranto”, ha affermato Emiliano. “Assai problematica rischia di diventare anche la gestione dei posti letto no-covid – ha aggiunto – che continuano ad essere sacrificati per la necessaria devoluzione di posti letto alla rete covid. Le capacità espansive della rete ospedaliera, sono ormai al massimo della loro estensione a causa della mancanza di personale. Sarà quindi indispensabile un maggiore supporto dei Medici di Medicina Generale e dei Dipartimenti di prevenzione per la assistenza domiciliare dei malati covid”.
 

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