Data ultima modifica: 22 Giugno 2020

Seconda ondata di contagi in Corea del Sud a causa della pandemia di coronavirus. Per la prima volta, dopo un aumento di casi di trasmissione locale e di casi ‘importati’, le autorità sanitarie hanno riconosciuto che la seconda ondata è già in corso. E’ questo almeno il quadro per l’area di Seul e le zone limitrofe, dopo la prima ondata registrata tra febbraio e marzo, come ha detto la responsabile dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Kcdc), Jeong Eun-kyeong, citata dall’agenzia Yonhap. “Inizialmente avevamo previsto la seconda ondata in autunno o inverno – ha affermato -. Le nostre previsioni si sono rivelate sbagliate. Riteniamo che le infezioni continueranno (ad aumentare) fin quando le persone avranno contatti da vicino”.  La seconda ondata, ha osservato, è presumibilmente iniziata ai primi di maggio quando i casi erano tornati ad aumentare a causa di un focolaio a Itaewon, zona della movida a Seul. Intanto il sindaco della città, Park Won-soon, non ha escluso il ritorno a misure severe di distanziamento fisico se nei prossimi tre giorni si raggiungerà una media di 30 nuovi casi in 24 ore e se risulterà occupato più del 70% dei posti letto negli ospedali della città. I Kcdc hanno confermato stamani 17 nuovi casi di Covid-19, 11 dei quali di trasmissione locale, e il totale è così salito a 12.438 dall’inizio dell’emergenza sanitaria. I decessi sono 280 in tutto. Nonostante le dichiarazioni della Jeong, è la prima volta dal 26 maggio che il Paese registra meno di 20 nuovi contagi in 24 ore. In Corea del Sud il primo caso accertato il 20 gennaio.  

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