Data ultima modifica: 8 Ottobre 2020

La Commissione Europea ha firmato un contratto con la compagnia farmaceutica Gilead per l’acquisto di 500mila cicli di trattamento con il Remdesivir (Veklury il nome commerciale), con l’opportunità di aumentare la fornitura. Al contratto partecipano tutti i Paesi Ue e dello Spazio Economico Europeo, il Regno Unito, sei Paesi candidati all’ingresso nell’Unione e altri potenziali candidati. In tutto i firmatari dell’accordo sono 36. La Commissione europea e l’americana Gilead, precisa la casa farmaceutica, hanno firmato oggi un accordo per la fornitura dell’antivirale Remdesivir, autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco Ema per i pazienti con Covid-19, che permetterà ai Paesi membri di acquistare, coordinati dalla Commissione, le quantità necessarie a far fronte ai bisogni attuali e futuri. Il contratto sarà valido per 6 mesi e potrà essere rinnovato per due successivi periodi di 6 mesi ciascuno. Gilead sottolinea inoltre che, “grazie a un forte impegno” e “anche grazie a un network di produttori italiani, abbiamo ampliato la capacità produttiva di ben 50 volte tra gennaio e ottobre, dimezzando i tempi di produzione per questo tipo di farmaco: da 1 anno siamo scesi a 6 mesi”. Il 3 luglio scorso – ricorda l’azienda – Ema ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata di Remdesivir sulla base dei dati clinici dello studio randomizzato in doppio cieco verso placebo ‘Actt-1’, che ha dimostrato efficacia e sicurezza del farmaco nei pazienti affetti da Covid-19 con polmonite e che necessitino di ossigenoterapia supplementare. L’autorizzazione ha anche tenuto conto dei dati di 2 studi randomizzati che hanno dimostrato sicurezza ed efficacia di remdesivir sia per il trattamento della durata di 5 giorni che per quello della durata di 10.  La fornitura in ambito di Joint procurement agreement (Jpa) – precisa Gilead – sostituisce il contratto di fornitura di emergenza (Emergency support instrument, Esi) che ha permesso alla Commissione europea di acquistare direttamente Remdesivir in nome e per conto degli Stati membri da agosto fino ad oggi. Entrambe queste forme contrattuali sospendono la procedura di contrattazione locale per il prezzo e la rimborsabilità del farmaco che segue normalmente l’approvazione da parte di Ema, e questo in considerazione dell’attuale strato di emergenza sanitaria. Dall’inizio della pandemia – evidenzia una nota – Gilead lavora a stretto contatto con Agenzia italiana del farmaco Aifa e ministero della Salute per rendere disponibile Remdesivir ai pazienti che ne hanno necessità. Allo scoppio della pandemia l’azienda ha donato tutte le dosi necessarie (1,5 milioni) a coprire i fabbisogni di studi clinici, uso compassionevole e uso terapeutico per i pazienti di tutto il mondo.  

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