Data ultima modifica: 17 Giugno 2020

La Commissione Europea propone “una strategia Ue sui vaccini, per accelerare lo sviluppo, la fabbricazione e il dispiegamento di un vaccino” contro la Covid-19 “in 12-18 mesi, se non prima”. Lo dice la vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, in videoconferenza stampa al termine del collegio dei commissari a Bruxelles. Per arrivare ad avere un vaccino contro la Covid-19 bisogna effettuare prove cliniche e, parallelamente, investire in capacità di produzione tali da produrre milioni, se non miliardi, di dosi del vaccino efficace. La Commissione è “mobilitata al massimo” per sostenere gli sforzi delle imprese che sono impegnate nello sviluppo dei vaccini contro la malattia che sta mettendo in ginocchio l’economia europea. La strategia dell’Ue si basa su due pilastri. Anzitutto la Commissione punta a garantire la produzione di vaccini nell’Ue e, quindi, forniture sufficienti ai suoi Stati membri, grazie ad accordi preliminari di acquisto con i produttori di vaccini tramite lo Strumento per il sostegno di emergenza. Sono possibili finanziamenti supplementari e altre forme di sostegno.  La Commissione inoltre adatterà il quadro normativo dell’Ue all’attuale situazione di emergenza e ricorrerà alla flessibilità normativa esistente per accelerare lo sviluppo, l’autorizzazione e la disponibilità dei vaccini, salvaguardando gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia Per la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen “è il momento della scienza e della solidarietà. Nulla è certo, ma ho fiducia nella nostra capacità di mobilitare le risorse necessarie per sviluppare un vaccino capace di vincere questo virus una volta per tutte, dobbiamo essere pronti a produrlo e distribuirlo in Europa e nel mondo”. “Il vaccino segnerà una svolta nella lotta contro il coronavirus, a testimonianza di ciò che riusciamo a ottenere quando mettiamo insieme conoscenze, ricerca e risorse. L’Unione europea farà il massimo possibile affinché tutti, nel mondo, abbiano accesso a un vaccino, senza distinzione di luogo”. Per la commissaria alla Salute Stella Kyriakides, “la collaborazione aumenterà le possibilità di accesso a un vaccino sicuro ed efficace nelle quantità necessarie e nel modo più rapido possibile; un accesso giusto ed equo per tutti, nell’Ue e nel mondo, è la migliore opportunità di trovare una via di uscita definitiva dalla crisi della Covid-19. Nessuno è al sicuro fino a quando non sono tutti al sicuro; non lesineremo gli sforzi per proteggere i cittadini dell’Unione e del mondo” Per sostenere le imprese nello sviluppo e nella produzione di un vaccino in tempi si spera brevi, la Commissione Europea concluderà accordi con singoli produttori di vaccini, a nome degli Stati membri. In cambio del diritto di acquistare un determinato numero di dosi di vaccino in un dato periodo, la Commissione finanzierà una parte dei costi iniziali sostenuti dai produttori. Saranno siglati accordi preliminari di acquisto: i finanziamenti saranno considerati un acconto sui vaccini che saranno poi effettivamente acquistati dagli Stati membri. I relativi finanziamenti proverranno in gran parte dai 2,7 miliardi di euro dello strumento per il sostegno di emergenza. Altri finanziamenti saranno disponibili tramite la Banca europea per gli investimenti. Per decidere quali vaccini in pipeline sostenere, saranno considerati la solidità dell’approccio scientifico e della tecnologia, la velocità di consegna su scala, i costi, la condivisione del rischio, la responsabilità, la copertura di diverse tecnologie, il dialogo tempestivo con le autorità di regolamentazione dell’Ue, la solidarietà globale e la capacità di approvvigionamento grazie allo sviluppo delle capacità produttive all’interno dell’Ue. C’è sempre il rischio, ineliminabile, che i vaccini candidati sostenuti con soldi pubblici non superino la fase delle sperimentazioni cliniche. La strategia Ue, simile a quella da mesi adottata dalla Barda statunitense (Biomedical Advanced Research and Development Authority), che finanzia, in qualche caso per miliardi di dollari, le case farmaceutiche impegnate nello sviluppo dei vaccini, funziona un po’ come una polizza assicurativa. In pratica, alcuni rischi vengono trasferiti dall’industria alle autorità pubbliche, in cambio della garanzia per gli Stati membri di un accesso equo, e a prezzo abbordabile, al vaccino, una volta disponibile. Le aziende farmaceutiche sono imprese private, spesso quotate in Borsa, e non potrebbero assumersi in proprio rischi così ingenti;: non c’è garanzia che un vaccino in fase sperimentale si riveli alla fine un vaccino efficace e sicuro. I processi di regolamentazione in materia di vaccini, inoltre, saranno resi più flessibili, ma resteranno “solidi”, promette la Commissione. Insieme agli Stati membri e all’Agenzia europea per i medicinali (Ema), la Commissione sfrutterà “al massimo” le flessibilità offerte dal quadro normativo Ue, per accelerare l’autorizzazione e la disponibilità di vaccini efficaci contro la Covid-19. Tra l’altro, verrà adottata una procedura accelerata di autorizzazione, sarà data flessibilità per l’etichettatura e all’imballaggio e sarà presentata una proposta volta a prevedere deroghe temporanee ad alcune disposizioni della normativa in materia di Ogm, per accelerare la sperimentazione clinica dei vaccini antiCovid-19 e dei medicinali che contengono organismi geneticamente modificati.  Le imprese che hanno un vaccino sperimentale promettente, che hanno già avviato o stanno per avviare la fase di sperimentazione clinica, sono invitate a mettersi in contatto con la Commissione all’indirizzo EC-VACCINES@ec.europa.eu. L’Ue, inoltre, contribuisce allo sforzo mondiale per test, trattamenti e vaccinazione su base universale, mobilitando le risorse mediante impegni internazionali e unendo le forze con i Paesi e le organizzazioni sanitarie mondiali attraverso il quadro collaborativo Access To Covid-19 Tools (Act) Accelerator.  A fine maggio 2020 la conferenza dei donatori per una risposta globale al coronavirus aveva raccolto 9,8 miliardi di euro. Al momento, continua la Commissione, è in corso una seconda iniziativa, in partenariato con Global Citizen e altri partner governativi e non governativi, che culminerà il 27 giugno con il vertice mondiale dei donatori. La Commissione si è impegnata a mettere in atto il principio di un accesso ai vaccini che sia universale, equo e a prezzi abbordabili, in particolare per i Paesi più vulnerabili. La Commissione è “pronta” a esaminare con i partner internazionali la possibilità che un numero significativo di Paesi accetti di mettere in comune le risorse per prenotare insieme in futuro dalle imprese produttrici i vaccini, sia per se stessi che per i Paesi a basso e medio reddito.  I Paesi ad alto reddito potrebbero agire come un gruppo inclusivo di acquirenti internazionali, accelerando così lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci e massimizzando l’accesso a questi vaccini per tutti coloro che ne hanno bisogno nel mondo.  

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