Data ultima modifica: 25 Marzo 2021

Sul fronte coronavirus, “la situazione epidemiologica nell’Ue desta grande preoccupazione. Siamo all’inizio di una terza ondata in Europa. In molti Paesi europei i contagi sono ancora in crescita, principalmente a causa della variante B.1.1.7 (la variante britannica, ndr), che è presente praticamente in tutti gli Stati membri”. Lo sottolinea la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, in videoconferenza stampa al termine del Consiglio Europeo. Tuttavia, aggiunge von der Leyen, “la mortalità è più bassa della diffusione del virus” e in questo “vediamo i primissimi effetti dell’aver vaccinato la maggioranza degli ultraottantenni. Ma complessivamente la situazione desta grande preoccupazione, il che sottolinea l’importanza di una vaccinazione rapida”, spiega la presidente. Dall’inizio di dicembre ad oggi l’Ue ha esportato “oltre 77 milioni di dosi” di vaccini anti-Covid “in 33 Paesi. Questo dimostra che l’Ue è la regione che esporta di più nel mondo: invitiamo gli altri a fare altrettanto in termini di apertura”, sottolinea quindi von der Leyen. “Ho presentato ai leader – continua – gli ultimi cambiamenti del meccanismo di trasparenza sull’export dei vaccini. Ieri abbiamo aggiunto i criteri della reciprocità e della proporzionalità: vogliamo assicurarci che l’Europa ottenga la sua giusta quota di vaccini, perché dobbiamo poter spiegare ai cittadini che, se le compagnie esportano dosi in tutto il mondo, è perché onorano gli impegni e non mettono a rischio le forniture nell’Ue”.  “L’Ue è orgogliosa di essere la casa dei produttori di vaccini – aggiunge von der Leyen – saremo sempre ferventi sostenitori della cooperazione aperta. Dall’inizio di febbraio sono state avanzate più di 380 richieste di esportazioni verso 33 Paesi e solo una è stata respinta”, dice ancora. Nel primo trimestre, ribadisce von der Leyen, “sappiamo che avremmo potuto essere molto più veloci nelle vaccinazioni, se tutte le compagnie farmaceutiche avessero rispettato i contratti. AstraZeneca si è impegnata a consegnare nel secondo trimestre 70 milioni di dosi, invece di 180 milioni. Ma siamo sulla via di raggiungere l’obiettivo di aver vaccinato il 70% della popolazione adulta entro la fine dell’estate”, grazie ai vaccini di Pfizer/BioNTech, Moderna e Janssen (J&J). MICHEL: “AUMENTARE VACCINI PRIORITA’ ASSOLUTA” Per l’Unione Europea c’è “l’esigenza imperiosa” di “continuare a lavorare per migliorare la produzione di vaccini” anti-Covid sul suo territorio e la “capacità di distribuire i vaccini negli Stati membri. E’ la priorità assoluta”. Lo sottolinea il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, in conferenza stampa al termine del summit. “Siamo mobilitati con la Commissione e gli Stati membri per riuscirci”, continua. Sul Green Pass digitale “serve un approccio comune”, sottolinea ancora Michel. Con il presidente Usa Joe Biden “abbiamo avuto l’occasione di identificare le materie sulle quali ci impegneremo insieme. Da una parte sicuramente la Covid-19, la necessità di garantire l’accesso ai vaccini e le supply chain, un punto essenziale per assicurare l’accesso” ai sieri anti-Covid, spiega Michel. Nel vertice, continua, “abbiamo avuto l’opportunità per la prima volta in undici anni di accogliere il presidente Usa Joe Biden. Ha espresso la sua visione sulla cooperazione tra Ue e Usa ed è stata anche un’opportunità per noi per esprimere il nostro forte impegno per l’alleanza transatlantica”, conclude. 

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