Data ultima modifica: 29 Gennaio 2021

Sulla situazione coronavirus in Italia, “i contagi non calano perché non ci sono misure sufficienti per farli calare, nel senso che abbiamo raggiunto un equilibrio tra la capacità del virus di trasmettersi e quella nostra di bloccarlo e quindi rimaniamo su questi livelli. E’ come se si riempisse una vasca con un rubinetto e l’acqua uscisse dall’altra parte alla stessa velocità. Siamo in equilibrio”. Lo ha affermato Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia a SkyTg24.  “Dipende dal risultato che si vuole raggiungere, e dal prezzo che si vuole pagare – ha aggiunto Crisanti – se si vuole raggiungere il risultato di mantenere le attività economiche in piedi e allo stesso tempo accettare un certo livello di trasmissione e magari il prezzo di 500 morti al giorno, la cosa sta funzionando”. E ancora: “Quello che si sarebbe dovuto fare è che le misure che si possono attuare per risolvere questa situazione purtroppo non si realizzano nel giro di uno o due giorni o una settimana, si sarebbe dovuto costruire un efficiente sistema di tracciamento e sorveglianza per impedire che una volta che i numeri si sono abbassati il contagio riprenda”. “Ora la situazione è complicata dall’uso dei test rapidi che a mio avviso sono veramente uno strumento di confusione di massa – ha aggiunto Crisanti – e lo dimostra il fatto che la percentuale di test rapidi positivi è molto più bassa di quelli molecolari quindi significa che questi test antigenici qualche problema ce l’hanno. Il problema del controllo della trasmissione sul territorio non si risolve con i test rapidi. E’ chiaro si sarebbe dovuto costruire un sistema che non è stato fatto e a questo punto nessuno ha la bacchetta magica”.  “Si sarebbe dovuto intervenire a maggio – giugno – ha proseguito Crisanti – potremmo teoricamente essere ancora in tempo anche visto i dati che ci sono sulla distribuzione del vaccino, tenga presente che le due cose hanno un effetto sinergico potentissimo, perché se da una parte aumenta il numero delle persone vaccinate e dall’altro si investe su un sistema di tracciamento a interruzione della trasmissione sul territorio, le due cose avrebbero un effetto moltiplicatore”. 

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