Data ultima modifica: 16 Gennaio 2021

Il motivo principale della crisi di governo viene attribuito dal 44% al desiderio di Renzi di inseguire gli interessi del proprio partito o quelli personali, mentre il 16% ritiene che dipenda da questioni di merito da ricondurre a posizioni molto diverse tra Italia viva e le altre forse della maggioranza su questioni importanti; il 9% attribuisce la crisi ad uno scontro personale tra Renzi e Giuseppe Conte e il 6% alla volontà del premier di inseguire i propri interessi personali”. E’ quanto emerge dal sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera.  “Nel complesso il 43% è del parere che l’esperienza del governo Conte debba continuare, mentre il 36% ritiene che sia arrivata al capolinea e il 21% non ha un’opinione”. Mentre sulle percentuali dei partiti si registra “l’aumento di quasi un punto rispetto a dicembre di Forza Italia (10,2%), che dal maggio del 2018 non otteneva un risultato a due cifre nei nostri sondaggi; al contrario Fratelli d’Italia diminuisce di un punto (15%) e la Lega, pur permanendo in testa alle preferenze con il 23,1%, è in flessione dello 0,4%”.  “Il Pd si mantiene al secondo posto in graduatoria con il 19,9% (-0.3%), seguito dal Movimento 5 Stelle con il 16,3% (in crescita di 0,3%). Tra le altre forze politiche si segnala l’aumento di Sinistra italiana/Leu (3,5%) e Azione (3,3%) e la flessione di 0,6% di Italia viva (2,4%) che al momento non sembra beneficiare in termini di consenso dall’apertura della crisi di governo. Da segnalare infine l’«area grigia» rappresentata da astensionisti e indecisi che oggi rappresenta il 39,1%, quasi due elettori su cinque, cioè il segmento elettorale di gran lunga più numeroso”. 

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