Data ultima modifica: 14 Gennaio 2021

No, non se l’aspettavano. I renziani restano spiazzati dalla chiusura totale degli ormai ex alleati di governo. Del Pd, in particolare. Stavolta la mossa del cavallo non è riuscita. E c’è sgomento tra le truppe di Matteo Renzi. Con il timore che sia partita una resa dei conti dura nei loro confronti. “I responsabili alla fine sono usciti fuori… E puntano a trovarli anche tra i nostri -dice un esponente Iv parlando con l’Adnkronos-, vogliono spaccare il gruppo al Senato”. Un esito non escluso. “A trovare i numeri per la conta, ci hanno messo il più bravo di tutti a farlo”. Ovvero, Dario Franceschini. Intanto c’è stato l’outing di Riccardo Nencini che, con il suo simbolo aveva consentito la nascita del gruppo al Senato: si è schierato nella file dei ‘costruttori’, come ha detto questa mattina anche Luigi Di Maio. “Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori”. Una scelta quella di Nencini che potrebbe mettere a rischio il gruppo? “Non lo so, vediamo, forse”. Chi altro potrebbe seguire Nencini? Gli occhi sono puntati su quei senatori che non sono tra gli storici ‘fedelissimi’ di Matteo Renzi ovvero Francesco Bonifazi, la stessa Teresa Bellanova che è senatrice, il capogruppo Davide Faraone che oggi ha resocontato il gruppo sulle riunioni di maggioranza e la capigruppo. Circola il nome di Eugenio Comincini e si guarda agli ‘innesti’ arrivati da altri gruppi come l’ex M5S Gelsomina Vono o l’ex-Fi, Donatella Conzatti, che ieri -prima della conferenza stampa di rottura di Renzi- aveva subito colto l’apertura del premier Conte. “Oggi è una giornata complessa e densa di riunioni” dice interpellata dall’Adnkronos e aggiunge: “Confermo che Italia Viva è una comunità politica coesa e che rimaniamo disponibili ad un accordo di legislatura”. Frena dunque al momento l’ex azzurra Conzatti, tra i parlamentari dati come possibili ‘costruttori’. Fonti del gruppo al Senato smentiscono defezioni. “Dalle chat emerge compattezza”. Tuttavia, off the record, c’è chi si aspetta qualche addio. Anche alla Camera dove tra gli ‘indiziati’ c’è Michela Rostan, ex Leu. “Alcuni di loro lasciano sicuro…”, dice all’Adnkronos un parlamentare dem che ha ottimi rapporti con gli ex colleghi di partito. “Usciranno allo scoperto all’ultimo, ma ci sono”. “Alla fine -si osserva in ambienti Iv- hanno scelto i responsabili invece degli ‘irresponsabili’ di Renzi… e sarà di certo un gruppo che gli darà meno problemi. Non ci sarà nessuno con la forza mediatica di Renzi”, è la constatazione. E in più si fa largo il timore che la ‘vendetta’ potrebbe comprendere anche un altro tassello: la legge elettorale. Un sistema che possa mettere in difficoltà Iv. Il modello spagnolo, ad esempio. 

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