Data ultima modifica: 13 Maggio 2021

“Il 18 febbraio scorso ricevetti un plico anonimo, all’interno c’era una lettera anonima di accompagnamento di una stampa di un verbale di interrogatorio della Procura di Milano, senza timbri, né firme, dove si faceva riferimento a questa presunta loggia massonica”. Lo ha detto il pm ee consigliere Csm Nino Di Matteo, ospite a Piazza Pulita su La7. “Dai dettagli – ha aggiunto -, dalle date e dalle circostanze descritte nel plico, capii subito che l’accusa nei confronti di Sebastiano Ardita era falsa. Una bufala, perché i dettagli dell’avvocato Amara erano facilmente smentibili e spero presto che vengano smentiti ufficialmente. Mi colpì tutto di quello che lessi, ma mentre per altri non ero e non sono in grado di dare un giudizio, per Ardita constatai subito l’assoluta calunniosità. I dettagli non solo erano imprecisi, ma falsi e i suoi rapporti con gli appartenenti a questa presunta loggia sono inesistenti”.  “Ardita non è un magistrato qualunque, ma un magistrato che nella sua lunga attività ha sempre combattuto questi poteri occulti e ogni forma di condizionamento. Si è sempre esposto con coraggio. Non ho mai conosciuto Amara, solo dalla cronache, e quando ricevetti quel plico pensai subito a un tentativo di delegittimazione e condizionamento della sua attività, del Cms e anche indirettamente della mia”.
 

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