Data ultima modifica: 9 Giugno 2021

Il mondo delle imprese digitali è in fermento per i rumors che vorrebbero ormai vicina – forse già dal prossimo Cdm – la nascita della tanto attesa Agenzia per la cybersicurezza nazionale. “Era ora. E bisogna che accada presto perché adesso c’è troppa frammentazione” scandisce il presidente di Confindustria Digitale, Cesare Avenia, interpellato dall’Adnkronos. “La posizione di Confindustria Digitale è estremamente positiva” assicura. “Il fatto che adesso finalmente Draghi abbia messo mano alla materia – e stia procedendo con la stessa decisione che ha avuto rispetto al Pnrr nel suo insieme – è molto positivo anche perché nel Pnrr il tassello che manca è proprio questo sull’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica” osserva il numero di Confindustria Digitale. “Confindustria Digitale – ricorda Avenia – ha seguito e supportato l’evoluzione della normativa nazionale sulla cybersecurity, guidata negli ultimi anni dal Nucleo di Sicurezza Cibernetica, e giudica positivamente le molte iniziative che si sono succedute, fino alle ultime norme sul Perimetro Nazionale di Sicurezza Cibernetica”. 
I gruppi di lavoro della Federazione che si occupano del tema, continua Avenia, “hanno da tempo riconosciuto l’importanza di avere sviluppato un Framework nazionale unico per la cybersecurity e la necessità di una governance integrata, capace di dare una risposta di sistema alle problematiche di un tema complesso e pervasivo come la cybersecurity”. Non solo. Dalle imprese arriva una chiara partecipazione al progetto: “Siamo assolutamente pronti a collaborare con il governo sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale” perché così come “per il Pnrr, anche sull’Agenzia per la cybersicurezza nazionale serve una sinergia” e “questa nuova istituzione dovrà dialogare con i privati e con i centri di ricerca che sono molto avanti sul tema”.  Avenia ritiene che sia “necessario fare ancora passi significativi per riuscire a portare la cultura e la pratica della cybersecurity in un tessuto economico come quello italiano, caratterizzato dalla presenza di un numero elevatissimo di Pmi che, per natura e dimensioni, incontrano difficoltà nell’agganciare i temi della transizione digitale e l’indispensabile tema della sicurezza ad essa collegato”. Il presidente di Confindustria Digitale rileva infine che “la mancanza di un’architettura di sicurezza completa ed integrata è stata evidente, in passato, nelle priorità di investimento e nelle scelte effettuate, ad esempio non contemplando la cybersicurezza nel programma Industria 4.0 oppure dividendo le responsabilità e competenza richieste dalla Direttiva Nis tra 5 ministeri”. “La stessa frammentazione si poteva osservare nella sicurezza della Pubblica Amministrazione e la situazione si sarebbe potuta ulteriormente spezzettare con l’estensione delle entità critiche ad altri settori, prevista dalle nuove Direttive europee” aggiunge il numero uno di Confindustria Digitale che auspica che la nascita dell’Agenzia “avvenga nei tempi preannunciati sui media anche se, certo, tutto dipende se Draghi riuscirà a convocare il Cdm prima del G7”. (di Andreana d’Aquino)  

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