Data ultima modifica: 2 Maggio 2021

L’ennesima mossa a sopresa del presidente della Commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, dopo il voto per la calendarizzazione del Ddl Zan, ha riacceso lo scontro politico. Che sia proprio il presidente leghista a fare da relatore non va proprio giù a chi – leggi M5S, Pd e Leu – ha puntato il dito contro Ostellari, responsabile di aver fatto le barricate per ostacolare la legge sui reati di omofobia, già approvata lo scorso novembre dalla Camera.  Ora si temono tempi lunghi, anzi lunghissimi: tra l’incardinamento in commissione entro maggio, le audizioni e il dibattito sulle proposte emendative potrebbero volerci mesi e mesi per arrivare al varo della legge. Sul punto è chiaro con l’AdnKronos il presidente Ostellari: “Il disegno di legge Zan – spiega – tratta questioni fondamentali: affettività, famiglia, libertà di espressione ed educazione. Su questi temi non si improvvisa e non si scherza. Se una legge è scritta male, è dovere del Parlamento riscriverla o cambiarla”. “Una tela di Penelope che rischia di logorarci e di portare alle calende greche la legge”, si sfoga un senatore della ex maggioranza giallorossa. Ma Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia non vogliono sentire ragioni. Le forze politiche che vogliono approvare al più presto la legge cercano soluzioni. Tra le ipotesi in campo anche quella di bypassare la Commissione, affidando alla conferenza dei capigruppo la decisione sulla calendarizzazione del disegno di legge. Una mossa, a filo di regolamento, che potrebbe permettere di portare la legge Zan direttamente in Aula, in tempi brevi.  “Fanno tenerezza i tentativi di Ostellari di rigirare la frittata – dice all’AdnKronos, Alessandra Maiorino, senatrice del M5S e membro della Commissione Giustizia del Senato – . Il ddl Zan non si occupa di famiglia e non è una legge improvvisata, visto che è stata esaminata per un anno anche dai suoi colleghi alla Camera”. “Ci faccia la cortesia di leggerla, dato che ha voluto esserne il relatore – chiede Maiorino rivolta a Ostellari – e la smetta la Lega di fare la vittima: qui chi vuole calpestare diritti e libertà di espressione sono proprio loro, ed è sotto gli occhi di tutti”.  La cifra della vicenda resta, dunque, il muro contro muro tra forze politiche, che oggi sono nella stessa maggioranza di governo: da una parte gli alleati del centrodestra, a partire dalla Lega, che si oppongono alla norma, criticando l’aspetto liberticida delle norme previste, sottolineando il rischio di dare vita a un reato d’opinione. Nelle ultime ore anche Forza Italia, per bocca del coordinatore Antonio Tajani, ha provato a serrare le fila del partito per il no. Ma tra gli azzurri non mancano le voci contrarie, come quella di Elio Vito, che ricorda “come nessuna decisione sia stata presa” e che Fi “ha sempre lasciato libertà di voto ai suoi eletti”. Dall’altra le forze della ex maggioranza giallorossa, a partire da Pd, M5S, Leu, che insistono per varare la legge, considerata un baluardo nelle battaglie civili, che sia pentastellati che democratici vogliono portare a casa. “Non posso fare una percentuale precisa ma penso verrà approvato”, dice Alessandro Zan, deputato del partito democratico la cui legge in discussione porta il suo nome. Poi ammette: “l’atteggiamento del presidente della commissione Giustizia finora purtroppo non è stato molto super partes”.  Intanto anche il dibattito pubblico continua a infiammarsi. Sugli scudi restano le scintille tra Fedez e Matteo Salvini, con il primo che, dal palco del primo maggio, torna a chiedere di fare presto con la legge “invece di impegnare il Senato per ridare il vitalizio a Formigoni”. Parole che arrivano dopo l’invito del leader leghista a “evitare di fare propaganda ‘de sinistra’ dal concertone”. Una nuova bufera in cui finisce anche la Rai, accusata dall’artista di censura preventiva. 

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