Data ultima modifica: 15 Giugno 2020

”Per me Alberto era uno zio, non l’ho mai considerato un attore perché veniva a cena due volte a settimana a casa nostra. Anche mio cognato Carlo (Verdone, ndr) non lo considero un attore ma uno di famiglia. Alberto ha rivoluzionato la comicità del nostro paese. Una volta i comici si mettevano i nasi finti, i pomelli, i baffetti, invece lui non era neanche un comico di battuta ma ti guardava così e diceva: ‘Ma chi sei? Ma che voi?’ E la gente rideva”. Così Christian De Sica in Campidoglio per rendere omaggio ad Alberto Sordi nel giorno in cui avrebbe compiuto 100 anni.  ”E’ stato un grande – ha sottolineato De Sica – io mi sono molto ispirato ad Alberto Sordi, ho avuto la fortuna di farci due film insieme e prima di morire mi ha regalato un paio di gemelli che conservo e mi ha detto: ‘Ogni volta che vedi ‘na fotografia mia ce devi mette un moccoletto sotto e dire: ‘Grazie Gesù’. Ed io lo ringrazio ancora oggi”. Nel corso dell’incontro Alessandro Nicosia, curatore del Centenario, ha annunciato che la mostra nella Villa privata di Alberto Sordi aprirà il 16 settembre e che le prenotazioni sono già arrivate a quota 18mila. La mostra avrà anche una seconda sede al teatro Dioscuri che proseguirà fino alla fine del gennaio del 2021. 

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