Data ultima modifica: 3 Maggio 2022

(Adnkronos) – Decreto energia, per il gas russo la “strategia del governo è quella di affrancarsi il più rapidamente possibile e il progresso fatto in questi mesi è straordinario”. Il premier Mario Draghi in conferenza stampa parla di un “provvedimento molto articolato” che intende “difendere il potere di acquisto delle famiglie e la capacità produttiva delle imprese ma è molto articolato nel senso che si estende in molte aree “.  “Approviamo molte liberalizzazioni importanti e riforme nel settore delle rinnovabili. Queste liberalizzazioni, queste semplificazioni ci permettono di affrontare la transizione ecologica e far fare quello che scatto negli investimenti sulle rinnovabili che contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo”.  
CINGOLANI – “C’è una norma sui rigassificatori che è veramente cruciale” dice il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri. “Perché l’obiettivo primario è quello di riuscire a trovare sorgenti di gas che ci consentano in tempi relativamente rapidi, eventualmente, di rimpiazzare i 29 miliardi di metri cubi che sono importati dalla Russia”. “Allo stato abbiamo concretizzato una serie di accordi che ci porteranno ad avere nei prossimi anni, da quest’anno con circa 2 miliardi di metri cubi fino al 2024-25 con 12 miliardi di metri cubi, del nuovo gas che fluirà nei nostri gasdotti; la restante parte sono 1,5 miliardi da questo semestre fino a quasi 13 miliardi al 2025 di Gnl”, spiega. Quindi “dovremo aumentare la nostra capacità di rigassificazione e per fare questo dovremo essere in grado all’inizio del prossimo anno di installare il primo rigassificatore che sarà galleggiante, non strutture permanenti. Ce ne saranno due: uno a inizio 2023 l’altro possibilmente a fine 2023. Per avere tempi brevi, serve un commissario e una procedura rapida. Da questo dipende il nostro cammino verso l’indipendenza. Questa è una norma molto importante perché ci consentirà nella metà del ’24 di essere virtualmente indipendenti dall’import di gas russo”. A supportare le misure di diversificazione delle fonti di gas ci sarà “un piano di risparmio che comprende la grande accelerazione sulle rinnovabili e che ci porterà a risparmiare da mezzo miliardo di metri cubi in questo semestre a quasi 7 miliardi nel 2025. Più altre misure come il risparmio di un grado di temperatura sul riscaldamento, lo sviluppo di biogas e biocarburanti e così via… che ci porteranno con questo pacchetto a risparmiare gas”.  “C’è norma per il periodo transitorio sul carbone: sapete che per cercare di risparmiare un po’ di miliardi di metri cubi di gas abbiamo deciso in un precedente decreto di continuare a utilizzare le 4 centrali a carbone in funzione che andavano progressivamente” verso l’eliminazione graduale; “le utilizzeremo ancora, ragionevolmente, per 18 mesi, massimo due anni senza aprire centrali già spente. Le manterremo in funzione al 100% con una deroga non alle emissioni europee, ma solo a quelle nazionali”. “Il pacchetto comprende il completamento delle operazioni di semplificazione che si aggiunge a quanto fatto negli ultimi mesi. Abbiamo lavorato molto sul rendere più semplici e compatibili le procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione dell’impatto paesaggistico per accelerare i tempi per le autorizzazioni. Ci sono diverse semplificazioni dal punto di vista dei procedimenti autorizzativi, alcune nuove interessanti iniziative come rendere molto semplice l’istallazione di nuovi impianti rinnovabili in aree come quelle militari e abbiamo semplificato gli allacci”. “Queste semplificazioni cominciano a dare effetti visibili, nei primi quattro mesi del 2022 sono stati autorizzati 2,5 GW di nuovi impianti sui 9 pervenuti”. “L’Europa è unita. Bisogna scoraggiare qualunque azione individuale” ha detto rispondendo a una domanda sulla questione dei pagamenti in rubli. “Oggi c’è stata la ministeriale dei colleghi dell’energia ed è stata confermata questa posizione da parte di tutti. Ci sono delle complicazioni che si stanno affrontando. C’è una certa urgenza perché le Oil & Gas Company a metà maggio dovranno pagare la tranche del periodo e c’è bisogno di qualche indicazione che sia europea, di alto livello e dia una direttiva comune a tutti quanti. Bisogna lavorare su un piano comune”.
 

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