Data ultima modifica: 19 Dicembre 2020

Una qualche forma di lockdown a Natale era nell’ordine delle cose. Lo avevo detto e si è puntualmente verificato. Varare un decreto” con restrizioni che coprano le Festività “era la cosa giusta da fare. Solo forse avrebbero dovuto annunciarlo prima perché le persone hanno bisogno e diritto di organizzarsi e fatto così crea più disagio, ma era giusto muoversi in questo senso”. A dirlo all’Adnkronos Salute è il virologo Andrea Crisanti.  Per il docente di microbiologia dell’università di Padova si è scelto di presentare le misure “troppo tardi, perché fino alla fine si è fatto un tentativo disperato per non stare in zona rossa. Poi la Germania ha annunciato il suo lockdown e a catena tutti si sono mossi in questo senso. Forse è stato un bene. E’ stata d’esempio a tutta Europa”.  Quanto alla scelta di alternare zona rossa e arancione per intensificare le restrizioni a ridosso dei giorni clou di Natale e Capodanno, alle indicazioni delle deroghe per due (escluso under 14) e sui Comuni in base al numero di abitanti “forse la forma scelta per dare le indicazioni è un po’ barocca – ammette Crisanti – ma alla fine se si raggiunge l’obiettivo di diminuire i contatti fra le persone va bene. Conta la sostanza”.  

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