Data ultima modifica: 13 Maggio 2021

“‘Grazie di essere venuto’, ha detto l’Apostolo all’ex Cavaliere. Lo credo bene! Berlusconi, puntuale alle consultazioni con Draghi, nei cinque mesi precedenti, aveva marcato visita ben otto volte ai processi che lo vedono coinvolto. Dai giudici non va, ma da Draghi sì. D’altro canto mai si sarebbe sognato, dopo aver perso milioni di voti alle elezioni del 2018, dopo aver assistito al trionfo del Movimento 5 Stelle che dell’anti-berlusconismo aveva fatto una bandiera, dopo aver visto il suo braccio destro finire in carcere e dopo la sentenza di primo grado sulla Trattativa Stato-mafia, di ritornare al governo del Paese. Ci hanno pensato Draghi, Renzi, Gianni Letta, lo stesso Mattarella e, soprattutto, l’accidia del Movimento 5 Stelle”. Così Alessandro Di Battista, nel suo nuovo libro ‘Contro’, edito da PaperFirst e in uscita domani, letto dall’Adnkronos in anteprima. “L’ipotesi di governare insieme a Berlusconi è stata per me l’ultimo rospo, quello impossibile da ingoiare”, evidenzia Di Battista nel libro. L’ex deputato M5S si sofferma a lungo sulla caduta del governo guidato dal Cavaliere, e sul presunto ruolo avuto da Draghi, all’epoca presidente della Bce. “Non penso che l’operazione Monti sia stata un’operazione propriamente democratica. Questo, sia chiaro, non scalfisce minimamente il mio giudizio sull’ex Cavaliere. Semmai – rimarca – lo peggiora. Berlusconi, nonostante Napolitano avesse chiaramente organizzato la sua cacciata da Palazzo Chigi, ha avuto il fegato di votarlo – e farlo votare dal suo partito – presidente della Repubblica, oltretutto per la seconda volta. Neppure il ricordo della letterina di Trichet e Draghi – atto, ripeto, ostile nei confronti del suo governo – gli ha impedito di sostenere il governo Draghi. Ma Berlusconi oggi (e probabilmente anche ieri) non pensa più alla politica, pensa ai suoi interessi. Alla politica oggi pensa Mario Draghi”. 

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]