Data ultima modifica: 20 Giugno 2020

“Seguo quel che succede in Aula e siccome conosco il regolamento a memoria, lo utilizzo per mettere in difficoltà la maggioranza”. Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato ed ex ministro in merito ai due sgambetti piazzati alla maggioranza che hanno costretto la presidenza del Senato prima a ripetere un voto (sul decreto che fissa le amministrative al 20-21 settembre) e poi ad annullare quello di fiducia. “Li ho beffati – spiega – ignorano il regolamento. Si stava discutendo il decreto elezioni e ho notato le assenze nella maggioranza. Li ho contati: c’erano solo 27 senatori”. “Visto che nessuno aveva chiesto il voto elettronico, ho avanzato la richiesta di procedere per alzata di mano. Il risultato – afferma Calderoli – è stato a nostro favore. E li è scoppiato il finimondo. Nel caos sono riusciti a rientrare 30-40 senatori di maggioranza perché i parlamentari sono anche sulle tribune dove non ci sono i questori a controllare”. “Non mi tornavano i conti – aggiunge – e allora ho chiesto la verifica del numero legale. Ed è emerso che mancavano due voti. Si è dovuto annullare tutto”. E conclude: “Molti della maggioranza il regolamento non lo conoscono o non lo capiscono”. 

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