Data ultima modifica: 28 Maggio 2021

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che norma le regole sulla governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma detta anche le regole sulle Semplificazioni. Fonti di governo assicurano che la riunione “è filata via super liscia”. Il provvedimento, secondo quanto emerge da una bozza visionata dall’Adnkronos, è costituito di 68 articoli. Niente proroga, ma sale dal 40 al 50% la soglia per i subappalti secondo quanto si legge nella bozza del Dl Semplificazioni e governance. “Il subappalto non può superare la quota del 50% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture”. La disposizione sulla soglia dei subappalti fino al 50% è prevista “fino al 31 ottobre 2021”. Stessi standard qualitativi, trattamento economico non inferiore e applicazione dei medesimi contratti nazionali di lavoro previsti nel contratto di appalto. “Il subappaltatore, per le prestazioni affidate in subappalto, deve garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere – si legge nel testo – ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l’applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro, qualora le attività oggetto di subappalto coincidano con quelle caratterizzanti l’oggetto dell’appalto ovvero riguardino le lavorazioni relative alle categorie prevalenti e siano incluse nell’oggetto sociale del contraente principale”. “Garantire una più intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori ovvero di prevenire il rischio di infiltrazioni criminali”. “A pena di nullità” il contratto di appalto “non può essere ceduto, non può essere affidata a terzi l’integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto, nonché la prevalente esecuzione delle lavorazioni relative al complesso delle categorie prevalenti e dei contratti ad alta intensità di manodopera. È ammesso il subappalto secondo le disposizioni del presente articolo”. Nei bandi di gara e nei contratti pubblici Pnrr, si legge nella bozza, “è requisito necessario dell’offerta l’assunzione dell’obbligo ad assicurare una quota pari almeno al 30 per cento, delle assunzioni necessarie per l’esecuzione contratto o per la realizzazione di attività ad esso connesse o strumentali, all’occupazione giovanile e femminile”.   
Il superbonus al 110%, si legge nella bozza visionata dall’Adnkronos, salta per “gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2”, ossia per la categoria in cui rientrano gli alberghi e pensioni (con fine di lucro), mentre viene esteso a case di cura ed ospedali, poliambulatori, Case di cura ed ospedali, Collegi e convitti, ovvero per i proprietari di immobili rientranti nelle categorie catastali B/1, B/2 e D/4. La possibilità di estendere il superbonus per gli alberghi era prevista dalla precedente bozza in merito alle misure di semplificazione in materia di incentivi per l’efficienza energetica. Accesso semplificato per usufruire del beneficio fiscale del Superbonus 110%, ovvero attraverso la Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila). Gli interventi relativi, con esclusione di quelli comportanti la demolizione e la ricostruzione degli edifici, costituiscono manutenzione straordinaria e sono realizzabili mediante comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila). “Nella Cila – si legge – sono attestati gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto d’intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967”. “La piattaforma nazionale-Dgc (Digital Green Certificate) per l’emissione, il rilascio e la verifica delle certificazioni Covid-19 interoperabili a livello nazionale ed europeo è realizzata, attraverso l’infrastruttura del Sistema Tessera Sanitaria e gestita dalla stessa per conto del Ministero della salute, titolare del trattamento dei dati generati dalla piattaforma medesima”. Non potranno accedere agli incentivi statali gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra e installati su aree con destinazione agricola. Potranno invece accedere agli incentivi “gli impianti agrovoltaici che adottino soluzioni integrative con montaggio verticale dei moduli, in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola, da realizzarsi contestualmente a sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture”.  Saltano le assunzioni di 350 tecnici per l’attuazione delle disposizioni sulla governance del Pnrr. Nella bozza definitiva del Dl Semplificazioni e governance non c’è la norma, prevista nella bozza precedente, in relazione all’assunzione di trecentocinquanta unità di personale non dirigenziale a tempo determinato per un periodo anche superiore a trentasei mesi, ma non eccedente la durata di completamento del Pnrr e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.  Era, infatti, previsto il reclutamento da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica con un concorso pubblico per titoli ed esame orale, di un contingente complessivo di trecentocinquanta unità, “entro trenta giorni dall’entrata in vigore” del provvedimento. Niente bolli né diritti di segretaria per i certificati anagrafici digitali, si legge nella bozza del dl. Saranno “esenti da imposta di bollo e diritti di segreteria e, in ogni caso, senza oneri per il richiedente”, i documenti digitali, muniti di sigillo elettronico qualificato emessi dall’Anagrafe nazionale della popolazione residente.  “Per lo svolgimento delle procedure di valutazione ambientale di competenza statale dei progetti ricompresi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), di quelli finanziati a valere sul fondo complementare nonché dei progetti attuativi del Pniec”, si legge nella bozza del Dl Semplificazioni, “è istituita la Commissione Tecnica Pnrr-Pniec, posta alle dipendenze funzionali del ministero della transizione ecologica, e formata da un numero massimo di quaranta unità, in possesso di diploma di laurea o laurea magistrale con almeno cinque anni di esperienza professionale e con competenze adeguate alla valutazione tecnica, ambientale e paesaggistica dei predetti progetti”. Questi esperti, si legge nel provvedimento, “sono individuati tra il personale di ruolo delle amministrazioni statali e regionali, del Cnr, del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, dell’Enea e dell’Iss”. I componenti nominati nella Commissione Tecnica Pnrr-Pniec “svolgono tale attività a tempo pieno”.  Nella nomina dei membri “è garantito il rispetto dell’equilibrio di genere”, sottolinea il testo. I componenti della Commissione Tecnica Pnrr-Pniec sono nominati con decreto del Ministro della transizione ecologica entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, restano in carica cinque anni e sono rinnovabili per una sola volta. “Alle riunioni della commissione partecipa, con diritto di voto, anche un rappresentante del Ministero della cultura” e “per lo svolgimento delle istruttorie tecniche la Commissione si avvale, tramite appositi protocolli d’intesa, del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente” e “degli altri enti pubblici di ricerca”. Per i procedimenti per i quali sia riconosciuto da specifiche disposizioni o intese un concorrente interesse regionale, all’attività istruttoria partecipa con diritto di voto un esperto designato dalle Regioni e dalle Province autonome interessate, individuato tra i soggetti in possesso di adeguata professionalità ed esperienza nel settore della valutazione dell’impatto ambientale e del diritto ambientale.     

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