Data ultima modifica: 18 Dicembre 2020

Seduta sul dl Sicurezza sospesa dopo mezz’ora nell’Aula del Senato per una questione sollevata dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo in merito al verbale della seduta di ieri, dove dopo la richiesta del ministro D’Incà sulla fiducia era scoppiata la bagarre. Mozione quella di Romeo respinta dall’Aula, ma mentre era in corso la votazione dai banchi della Lega si sono alzati cori scanditi dalla parola ‘Onestà, onestà’. Poi alcuni senatori hanno occupato i banchi del governo e la presidente Anna Rossomando ha sospeso la seduta, che poi è ripresa solo per essere nuovamente sospesa poco dopo: mancando il numero legale, infatti, i lavori riprenderanno nella tarda mattinata. “La maggioranza non riesce nemmeno a garantire il numero legale in aula. Noi continueremo, con tutto il centrodestra, la nostra opposizione dura contro il decreto invasione, il governo ne prenda atto”. Così Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato sulla mancanza del numero legale in Aula al decreto sicurezza. “Non chiederò di prendere provvedimenti disciplinari per nessuno, anche se ho visto chiaramente i comportamenti di qualche senatrice, sentito insulti di vario genere e ricordo tutto. Ma non lo farò, e aggiungo che se ho favorito qualcuno ho favorito proprio il ministro D’Incà che ho lasciato finire il suo discorso. Potevo interrompere prima la seduta ma non l’ho fatto”. Così all’Adnkronos il senatore Fdi Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, che ieri presiedeva la seduta a Palazzo Madama sul dl sicurezza al momento in cui è scoppiata la protesta.  “La verità – prosegue La Russa – è che la maggioranza si trova in un terribile stato di frustrazione e i comportamenti sono dettati proprio da questo. E poi io dico, impera l’ignoranza del regolamento. In risposta ai loro disarmanti insulti regalerò ai senatori Parrini e Lonardo un regolamento del Senato con tanto di biglietto di auguri per Natale. Nel caso concreto, i due senatori impareranno leggendo, che il Presidente di turno ha il solo dovere di sospendere la seduta”.   

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