Data ultima modifica: 19 Novembre 2020

In commissione Affari costituzionali della Camera scoppia il caso degli emendamenti presentati da deputati del Movimento 5 stelle al decreto sicurezza che modifica quelli voluti dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e ritirati a loro insaputa. A denunciare la vicenda sono i deputati Luca Frusone e Alvise Maniero, espressione di una parte del Movimento contraria alla nuova linea dell’attuale maggioranza rispetto a quella precedente  Frusone ha scritto alla commissione Affari costituzionali, dove il provvedimento è in discussione, lamentando che due emendamenti “a mia prima firma” risulterebbero ritirati “con una comunicazione della capogruppo in commissione. Anche se tale pratica può ritrovare una consuetudine interna non può violare una mia prerogativa parlamentare. Non avendo mai espresso una volontà del genere e non essendo nemmeno stato avvisato preventivamente chiedo la reintegrazione degli emendamenti a mia prima firma per poter svolgere il consueto esame dinnanzi alla commissione”. Dello stesso tenore la lettera indirizzata da Maniero al presidente della commissione Affari costituzionali, Giuseppe Brescia. “Con dispiacere ho appreso della comunicazione con la quale la deputata Baldino ha inteso ritirare, tra gli altri, gli emendamenti a mia prima firma. Le comunico la mia netta contrarietà in merito a tale decisione, di cui peraltro non sono stato preventivamente informato. Altresì, le chiedo che mi venga cortesemente chiarito in base a quale parte del Regolamento possono essere ritirati emendamenti a mia prima firma, in totale assenza di una mia indicazione a riguardo”.  

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