Data ultima modifica: 10 Settembre 2020

di Silvia Mancinelli “Non dico niente dell’aggressione, sto facendo altro e non voglio parlare. Non sono obbligata e non me la sento di dire niente”. La voce inizialmente impercettibile, incerta come sommessa. Quando A.F.B. risponde alla telefonata dell’Adnkronos sembra riemergere da un sonno profondo. E’ lei la donna che ieri, a Firenze, ha aggredito il leader della Lega Matteo Salvini urlandogli contro ancora una volta parole incomprensibili prima di strappargli i rosari che aveva al collo e un lembo della camicia.  La sua voce diventa squillante e finalmente chiara quando si sente incalzata sulle ragioni che l’hanno spinta alla scenata immortalata in una occasione tutt’altro che privata. “Non sono obbligata a parlare con voi, vero? – dice – Sto facendo altro adesso e non voglio commentare. Non me la sento di dire niente”. Si è pentita? “Mi dispiace…” dice solo prima di riagganciare. 

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