Data ultima modifica: 18 Agosto 2020

Il teologo statunitense Reinhold Niebuhr e l’economista britannico John Maynard Keynes. Sono i due personaggi che Mario Draghi ha citato nel lungo discorso di apertura al Meeting di Rimini. L’ex presidente della Bce, spiegando come “serva accettare l’inevitabilità del cambiamento con realismo” e dover “adattare i comportamenti e le politiche” alla situazione attuale, ha recitato la forma breve con cui viene solitamente riportata la ‘Preghiera della serenità’, scritta dal teologo nei primi anni Quaranta del secolo scorso: “Dammi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza di capire la differenza”. E sempre inseguendo quel pragmatismo necessario per rispondere “alle mutate condizioni”, Draghi ha voluto anche ricordare una frase di Keynes, “l’economista più influente del XX secolo”: “When facts change, I change my mind. What do you do sir?” (Quando i fatti cambiano, io cambio il mio pensiero), proprio a voler rimarcare l’importanza di adattarsi alla situazione. Nel corso dell’intervento, inoltre, l’ex presidente della Bce ha parlato della necessità di una riflessione sul futuro, pur rimanendo legati ai propri principi. Lo ha fatto guardando al passato e citando, ad esempio, “i leader ispirati da Keynes” che si riunirono a Bretton Woods o ricordando come “nell’immaginare e preparare il dopoguerra”, De Gasperi scriveva nel 1943 la sua visione della futura democrazia italiana. “La loro riflessione sul futuro – ha detto infatti Draghi – iniziò ben prima che la guerra finisse, e produsse nei suoi principi fondamentali l’ordinamento mondiale ed europeo che abbiamo conosciuto”.  

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