Data ultima modifica: 26 Novembre 2020

E’ morto Diego Armando Maradona. Il Pibe, che aveva compiuto 60 anni, è deceduto per un arresto cardiorespiratorio. Matias Morla, avvocato ed agente dell’ex calciatore, ha confermato la notizia diffusa inizialmente dal quotidiano Clarin. Maradona è morto intorno a mezzogiorno, ora locale, dopo che i medici che lo hanno assistito hanno cercato di rianimarlo senza successo. Maradona è stato colpito da malore nella mattinata di oggi mentre si trovava nella sua casa del barrio San Andres, a Buenos Aires. All’inizio di novembre era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. L’intervento, secondo le informazioni diffuse dai medici, era stato eseguito senza complicazioni. Negli ultimi giorni di vita i familiari e l’entourage avevano notato Maradona “molto ansioso e nervoso”, motivo per cui era stata ripresa l’idea di trasferirlo per la sua riabilitazione a Cuba, dove aveva già passato alcuni anni a combattere la sua dipendenza dalla cocaina. La Federcalcio argentina (Afa) ha confermato la notizia con un tweet nel quale ha espresso “il più profondo dolore per la scomparsa della nostra leggenda, Diego Armando Maradona. Sarai sempre nei nostri cuori”. “Oggi è una brutta giornata, una giornata molto triste per tutti gli argentini”, ha detto il presidente dell’Argentina Alberto Fernández in un’intervista alla Tv parlando della morte del pibe de oro. “Dubito che vedremo mai un altro giocatore come Maradona -ha aggiunto-. La cosa migliore di Diego è che era un uomo assolutamente sincero, non era un uomo falso. Esprimeva tutto con la forza con cui giocava a calcio, difendeva ciò che voleva, maltrattava quello che odiava. Quello era Maradona nel suo stato più puro”. La camera ardente per rendere omaggio a Maradona sarà allestita alla Casa Rosada, sede della presidenza argentina. Lo hanno reso noto fonti ufficiali citate dall’agenzia di stampa Telam, secondo cui alla Casa Rosada sono già iniziati i preparativi e la salma del pibe de oro potrebbe essere esposta da domani.  Maradona, dalla povertà al tetto del mondo: la storia Maradona morto lo stesso giorno di Fidel Castro e George Best Quando Maradona disse: “Non sto morendo, comunque ai figli non lascio niente” E’ morto Maradona, il cordoglio della politica italiana Anche il Papa, saputo della morte del conterraneo, lo ricorda con affetto. Lo fa sapere il portavoce del Vaticano Matteo Bruni. “Il Papa – scrive Bruni – è informato della morte di Diego Maradona, ripensa con affetto alle occasioni di incontro di questi anni e lo ricorda nella preghiera, come ha fatto nei giorni scorsi da quando ha appreso delle sue condizioni di salute” La notizia della improvvisa scomparsa di Diego Armando Maradona ha sconvolto il mondo del calcio italiano. Il presidente della Figc Gabriele Gravina, per onorare la memoria del grande campione, ha disposto un minuto di raccoglimento prima dell’inizio delle gare di tutti i campionati programmate nel prossimo fine settimana. Intanto, a Napoli, il sindaco De Magistris ha proclamato il lutto cittadino e disposto che le luci dello stadio San Paolo restino accese tutta la notte in suo ricordo. “Intitoliamo lo Stadio San Paolo a Diego Armando Maradona”, la proposta del sindaco, che in un nuovo tweet ha poi definito l’argentino “il più immenso calciatore di tutti i tempi”. “Diego – ha sottolineato De Magistris – ha fatto sognare il nostro popolo, ha riscattato Napoli con la sua genialità. Nel 2017 era divenuto nostro cittadino onorario. Diego, napoletano e argentino, ci hai donato gioia e felicità! Napoli ti ama!”. Maradona nell’ultima intervista: “L’amore delle persone non finirà mai” Dal grande murales dei Quartieri Spagnoli al più recente ritratto di Jorit a San Giovanni a Teduccio, e ovviamente lo stadio San Paolo, quello che fu la sua casa dal 1984 al 1991. Napoli trafitta dalla notizia della morte di Maradona ha scelto questi tre luoghi simbolo per ricordare il campione argentino, che con la maglia azzurra e la fascia di capitano al braccio ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana.  All’esterno della Curva B, settore dello stadio San Paolo di Fuorigrotta storicamente riservato al tifo più caldo, è stato esposto uno striscione che già era apparso in città lo scorso 30 ottobre, giorno del sessantesimo compleanno di Maradona: “O re immortale, il tuo vessillo mai smetterà di sventolare”. Alcune persone si sono radunate nel piazzale per ricordare insieme Maradona, così come è stato fatto nel cuore dei Quartieri Spagnoli, anima popolare della città: qui, alla fine degli anni ’80, sulla facciata di un palazzo in via Emanuele De Deo è stato realizzato un enorme murales di Maradona in maglia azzurra e scudetto sul petto, recentemente restaurato, ed è qui che si sono ritrovati i primi tifosi una volta appresa la notizia, tra lacrime, cori e fumogeni.  Gli stessi cori e fumogeni apparsi in via Taverna del Ferro, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, zona orientale della città, dove lo street artist Jorit ha di recente realizzato un altro ritratto di Maradona: anche qui decine di tifosi si sono ritrovati per un saluto ideale al Pibe de Oro. Da Maradona a Morricone, le icone scomparse nel 2020 Diego Armando Maradona junior, figlio dell’ex calciatore argentino, è stato intanto dimesso dall’ospedale infettivologico Cotugno di Napoli dove era ricoverato per Covid-19. Subito dopo aver saputo del decesso del padre dai media argentini, il figlio di Diego e di Cristiana Sinagra, avrebbe svolto tutte le procedure burocratiche obbligatorie in ospedale per uscire il prima possibile ed avrebbe espresso ai medici la volontà di andare ai funerali in Argentina. Diego Jr nei giorni scorsi era stato colpito dal Covid, risultando positivo al tampone e sintomatico.  

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