Data ultima modifica: 12 Dicembre 2020

La Corte Suprema degli Stati Uniti non ha accolto il ricorso del Texas per invalidare i risultati elettorali nei quattro stati chiave che hanno dato la vittoria a Joe Biden, di fatto bruciando le ultime speranze di Donald Trump di rovesciare la sua sconfitta elettorale. In un breve ordine si afferma che lo stato del Texas non ha nessun diritto legale di contestare “il modo in cui un altro Stato svolge le proprie elezioni”. Allo stesso modo vengono dismesse tutte le mozioni che erano state presentate a sostegno di quella del Texas da 18 stati a guida repubblicana e ben 126 deputati repubblicani. Nei giorni scorsi la Corte aveva analogamente bocciato un ricorso dei repubblicani della Pennsylvania per annullare la vittoria di Biden nello stato, dove ha vinto con un vantaggio di 81mila voti. Due giudici conservatori, Clarence Thomas e Samuel Alito, hanno scritto una dichiarazione di dissenso per ribadire l’obbligo della Corte ad ascoltare le dispute tra gli Stati. Ma sul merito del ricorso del Texas, tutti e nove i giudici supremi hanno espresso parere contrario, anche i tre giudici nominati da Trump Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barret. La nuova sentenza della Corte Suprema sembra destinata quindi a mettere una pietra tombale sulle speranze di Trump di rovesciare – termine da lui stesso usato su Twitter – l’esito elettorale, anche per l’avvicinarsi della data del 14 dicembre, giorno in cui il Collegio Elettorale, con le riunioni dei 538 grandi elettori in tutti gli Stati, ratificherà in modo definitivo la vittoria di Biden con 306 voti elettorali contro i 232 di Trump.  Nel difendere le procedure elettorali varate per permettere il voto per posta durante la pandemia, che il ricorso del Texas definiva ‘incostituzionali’, i quattro stati attaccati hanno usato parole molto dure contro quello che l’attorney general della Pennsylvania ha definito “un abuso sedizioso del processo giudiziario” facendo riferimento alla decine e decine di “ricorsi infondati e tesi ad invalidare il voto di vaste porzioni di elettori e minare la legittimità delle elezioni”. “La Corte Suprema ha respinto in modo deciso e rapido l’ultimo attacco di Donald Trump e dei suoi alleati al processo democratico”. Così il portavoce della campagna di Joe Biden, Michael Gwin, commenta la decisione della Corte Suprema. Una sentenza, ha continuato il portavoce, che “non è una sorpresa: decine di giudici, funzionari elettorali di entrambi partiti e lo stesso ministro della Giustizia di Trump hanno rigettato i suoi tentativi senza fondamento di negare che ha perso le elezioni”. “La chiara vittoria del presidente eletto sarà ratificata lunedì dal Collegio Elettorale e si insedierà il 20 gennaio”, ha poi concluso Gwin.  

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