Data ultima modifica: 5 Febbraio 2021

“Un cantante ha bisogno del pubblico, solo la televisione non è la stessa cosa. Un presentatore, un conduttore come Fiorello, che si appoggia molto alla platea per le sue battute, ha bisogno del pubblico. Vogliamo tutti fare i perbenisti e i politically correct, ma è ridicolo perché non è così che si combatte il virus”. A dirlo all’Adnkronos è Emanuele Filiberto di Savoia, ex concorrente del festival di Sanremo nel 2010 con il brano ‘Italia amore mio’, commentando l’ufficialità della decisione della Rai di eliminare del tutto il pubblico dell’Ariston durante il festival.  “Giusto fare comunque il festival, Sanremo deve andare avanti, l’industria della musica deve andare avanti, ma non è così che si combatte la pandemia- ribadisce il principe di Savoia- perché l’unico modo per non far viaggiare il virus è adottare tutte le misure di sicurezza necessarie e tornare a vivere”. L’idea della cultura che soffre, in questo momento storico, è un tema su cui Emanuele Filiberto insiste molto: “Io trovo che quello che sta succedendo sia un gran peccato. Teatri chiusi, spettacoli annullati. Stanno ammazzando il cinema e la cultura. Già con le piattaforme digitali il processo era iniziato, ora è il paradosso”. “A mio avviso il grande problema di questa pandemia è che non si può riaprire ad esempio i ristoranti e non riaprire i cinema: è un’aberrazione, la cultura è fondamentale -affonda- Cosa vuol dire non avere il pubblico nei teatri e nei cinema ma lasciare le metro, i treni e gli aerei aperti, dove stiamo tutti attaccati? Secondo loro lì il virus non c’è?”, aggiunge. Sarebbe invece più saggio “lasciare lo spazio fra le sedie, fare i tamponi, adottare tutte le misure di sicurezza necessarie e ripartire. Siamo tutti grandi, non abbiamo bisogno dei diktat della politica. Bisogna far ripartire la cultura, perché un paese non va avanti senza”. Tornerebbe a Sanremo? “No. Io mi sono molto divertito a Sanremo, è stata una bellissima esperienza, sono arrivato secondo con una canzone di cui io ho scritto le parole e Pupo la musica, ma siamo andati per fare uno spettacolo televisivo. E poi non si torna mai sul luogo del crimine. Ecco, per me senza pubblico sarebbe stato fantastico, avrei avuto meno fischi”, chiude sorridendo Emanuele Filiberto.  (di Ilaria Floris) 

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