Data ultima modifica: 7 Febbraio 2021

“Da osservatore, potrebbe essere che Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono un po’ divisi i compiti: il poliziotto buono e il poliziotto cattivo. Secondo me fanno bene entrambi, è una buona mossa”. Così Enrico Ruggeri commenta all’Adnkronos le posizioni politiche del centrodestra nei confronti del governo che il premier incaricato Mario Draghi sta formando. “Da un lato -spiega Ruggeri- se la parola vale qualcosa, per la prima volta con Giorgia Meloni assistiamo a qualcuno che dice ‘io mai con quelli al governo’, e lo fa davvero. Negli ultimi due anni in questo senso abbiamo visto di tutto”. “Però in politica, la parola d’onore non è ahimè la priorità -aggiunge l’artista- La politica è anche altre cose. Salvini quindi invece opta per la scelta più ecumenica. Certo, bisognerà vedere come la prenderà l’elettorato di Salvini e quello della Meloni”. Ma su questo, lo scenario che ipotizza Ruggeri è che “potrebbe esserci al limite una fluttuazione di voti dall’uno all’altro, per via della posizione assunta in questo contesto, ma resterebbero sempre nell’ambito del centrodestra”. La realtà, per Ruggeri, è che “l’80% dell’arco politico è spinto dal terrore di andare al voto. Io in Senato vedevo proprio le loro facce: mutui da pagare, scuole private ai figli da mantenere, vedevo il terrore di dire ‘adesso cosa mi invento'”, affonda. “Per fortuna di tutti -conclude l’artista- è arrivata questa soluzione autorevole. Si torna ad uno, come è Draghi, che può dire finalmente ‘io me ne intendo'”. (di Ilaria Floris)  

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