Data ultima modifica: 7 Giugno 2020

L’inchiesta choc che ha portato all’arresto di Gianluigi Torzi nasce da due denunce presentate dallo Ior a luglio 2019 e dall’Ufficio del Revisore Generale ad agosto del 2019, l’ultima delle quali, in particolare, rileva il mandato di cattura emesso nei confronti del broker, “ipotizzava la commissione di gravissimi reati, quali truffa e altre frodi, appropriazioni indebite, corruzione e favoreggiamento, ricatto”. Le indagini dell’Ufficio del Promotore di Giustizia Gian Piero Milano e del suo aggiunto Alessandro Diddi si sono subito concentrate sull’investimento immobiliare effettuato dalla Segreteria di Stato a Londra – il noto palazzo in Sloane Avenue – con la sottoscrizione del fondo Athena Capital Commodities Fund (poi ridenominato Athena Global Opportunities Capital Fund) facente capo all’imprenditore Raffaele Mincione, indagato con Torzi per peculato. A quanto ricostruito dagli inquirenti, in particolare, apprende l’Adnkronos, la Segreteria di Stato avrebbe concluso “senza alcuna preventiva istruttoria sulla fattibilità giuridica e sulla convenienza economica dell’operazione” il framework agrement e lo share purchase agreement con la Gutt Sa del broker Torzi e con Athena Real Estate & Special Fund 1 che prevedeva il versamento di 40 mln di euro ad Athena Capital Fund Sicav in cambio dell’acquisizione della catena di società titolari della proprietà dell’immobile di Londra.  I 40 milioni, ragionano gli investigatori, sommati agli oltre 200 milioni versati dalla Segreteria con la sottoscrizione del fondo e ai 125 mln di sterline del mutuo gravante sul palazzo, avrebbero determinato “un esborso complessivo (da parte della Santa Sede, ndr) di 350 milioni di euro per rilevare un immobile acquisito da Time and Life Sa in data 18-12-2012 ad un valore di 129 milioni di sterline”. 

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