Data ultima modifica: 6 Giugno 2020

 Monsignor Alberto Perlasca e Fabrizio Tirabassi, responsabili dell’ufficio amministrativo della Segreteria di Stato Vaticana, sono indagati per peculato in concorso con Gian Luigi Torzi e Raffaele Mincione in relazione all’investimento di 454 milioni di euro derivanti – secondo gli investigatori vaticani – dalle donazioni dell’Obolo di San Pietro, nella disponibilità della Segreteria di Stato e da questa possedute con vincolo di scopo per il sostegno delle attività con fini religiosi e caritatevoli.  In particolare, ai 4 viene contestato dalla procura di Oltretevere di avere consentito a Mincione di “appropriarsi convertendola a proprio profitto” di parte della liquidità versata nel fondo Athena Capital Global Opportunities Fund (da lui gestito attraverso Athena Capital Fund Sicav) per un totale, sempre a detta degli investigatori, di oltre 200 milioni. Seguendo gli accertamenti della procura vaticana, al settembre 2018 le quote avevano già perso oltre 18 milioni di euro rispetto all’investimento iniziale, ma le indagini, a quanto apprende l’Adnkronos, porterebbero a quantificare la cifra in un importo ben più consistente, che si configurerebbe come una “enorme voragine” nei conti dello Stato Vaticano “compiuta da funzionari della Segreteria di Stato” con la complicità di imprecisati “soggetti esterni”. Il Papa e lo scandalo Obolo di San Pietro: “Pentola scoperchiata da noi” 

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