Data ultima modifica: 24 Maggio 2021

“Pensando ai Måneskin ed essendo romano, immagino Roma come città alveo di questa manifestazione. Ma uno dei grandi privilegi della Rai è la cooperazione profonda che c’è con le diverse città italiane. Alla fine, in maniera rigorosa, dovremo scegliere l’impianto televisivo che possa inglobare al meglio la complessità di uno spettacolo come questo”. Lo dice, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il direttore di Rai1, Stefano Coletta, a proposito dell’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest che, dopo la vittoria dei Maneskin, sarà ospitata dall’Italia e per la quale fioccano da ieri le autocandidature: da Torino a Sanremo, da Bologna a Pesaro, compresa naturalmente Milano.
 A proposito delle teorie secondo cui c’è chi, anche in Rai, considera l’organizzazione dell’evento una grossa grana, organizzativa ma anche economica, Coletta replica: “Ovviamente le ho lette anche io ma, al contrario, penso che riportare l’Eurovision nel nostro Paese dopo 31 anni sarà l’occasione per mostrare la grande capacità della Rai di guidare una macchina così complicata e articolata”. “È chiaro – aggiunge – che per fare qualità bisogna mettere in campo delle risorse. Ma credo che l’occasione sia talmente ghiotta che si troverà il modo per fare uno show di livello”.  Quanto alle tempistiche organizzative e alle decisioni operative, il direttore di Rai1 sottolinea: “Tra maggio e giugno si mette a punto Sanremo, subito dopo si passerà all’Eurovision”. Compresa la decisione sulla conduzione: “Ho già in mente un paio di idee anche su chi lo potrebbe condurre”, dice Coletta. Mentre la rete e i social pullulano già di ipotesi: dal neoarrivato Alessandro Cattelan (da settembre in forza a Rai1) all’accoppiata Andrea Delogu – Ema Stockolma.
 

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