Data ultima modifica: 24 Maggio 2020

Richiamo di Attilio Fontana contro la movida. Il governatore della Lombardia è pronto a “nuove restrizioni” dopo aver visto le foto degli assembramenti serali e in orario aperitivo di molti cittadini lombardi.  “Come ho più volte ribadito – tuona – Regione Lombardia è pronta a intervenire, anche con nuove restrizioni, per evitare che tutto il lavoro svolto fin qui grazie alla buona volontà della maggioranza dei cittadini venga vanificato da alcuni incoscienti”, è il messaggio del presidente, che chiede anche di sanzionare le attività che non fanno nulla per evitare le folle fuori dai locali.  Coronavirus Lombardia, 441 nuovi positivi “Dopo aver visto nelle ultime ore le foto, i video e le notizie riguardanti assembramenti e movida in diversi comuni lombardi – dice ancora – mi appello ai prefetti e ai sindaci della nostra regione affinché usino, dove serve, il massimo del rigore, anche attraverso l’utilizzo della Polizia locale e delle forze dell’ordine e l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge, come la riduzione dell’orario di apertura e la chiusura”.  BRESCIA – Intanto scatta il coprifuoco anti-movida e assembramenti a Brescia. Il sindaco Emilio Del Bono ha firmato un’ordinanza per la zona di piazzale Arnaldo e le vie limitrofe con cui impone la chiusura dei locali alle 21.30 fino alle 5 del mattino seguente, per stasera e per domani. “La decisione è stata presa dopo che, venerdì 22 maggio, fuori da bar e ristoranti si sono verificati assembramenti e il mancato rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro, ed è stato accertato il mancato corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, imposti dall’ordinanza regionale del 17 maggio”, spiega il Comune. Il coprifuoco arriva nonostante la presenza e gli specifici controlli di polizia locale e delle altre forze dell’ordine. “Preso atto che, nonostante gli specifici servizi di controllo da parte della Polizia Locale e delle altre forze dell’ordine, non è stato possibile far rispettare le norme sul distanziamento sociale e considerato che si sono verificate risse e liti, causate dall’abuso di sostanze alcoliche con serio pericolo per l’incolumità pubblica, la sicurezza urbana e la salute pubblica, come risulta dalla relazione della Polizia Locale”, il sindaco ha deciso chiudere i locali e le attività commerciali che restano aperte la sera, per evitare rischi. La prossima settimana sarà convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per valutare le soluzioni più idonee per gestire al meglio la situazione. Il mancato rispetto dell’ordinanza è punito con una sanzione amministrativa da 400 a 3mila euro e la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. SAVONA – “Le criticità della movida in Darsena sono state già affrontate, durante il Comitato Ordine pubblico e sicurezza convocato dal Prefetto dal quale è scaturito un piano di controlli intensificati da parte della Polizia Municipale e della Forze dell’Ordine come è avvenuto già nella serata di ieri. Purtroppo, però, ci siamo resi conto che non è sufficiente e come Amministrazione comunale abbiamo in programma un incontro con gli operatori della Darsena, per attivare modalità condivise anti assembramento”, afferma il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, commentando la polemica sul mancato rispetto delle norme di distanziamento che ha riguardato la movida in alcune zone della città dopo alcune foto scattate ieri sera tra i locali della darsena savonese, nel primo venerdì sera post lockdown con i bar aperti e molti avventori, con e senza mascherine. “I controlli in Darsena proseguiranno – aveva già scritto Caprioglio in un post sulla sua pagina Facebook – ancora con maggiore intensità e, se continueranno a reiterarsi momenti di assembramento, verranno presi gli opportuni provvedimenti. Non mi sembra corretto, tuttavia, per l’atteggiamento irresponsabile di un gruppo di ragazzini danneggiare l’intera comunità dal punto di vista sanitario ma anche economico”.   

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