Data ultima modifica: 1 Luglio 2020

Sono 75 i casi di coronavirus, legati al focolaio, emerso tra i membri della comunità bulgara residente a Mondragone nel casertano. Il risultato è frutto dei due screening eseguiti dall’Asl di Caserta prima sui circa 750 residenti nei cosiddetti Palazzi Cirio di Mondragone, poi su oltre 3mila contatti nelle zone e nei comuni limitrofi. Dal primo screening erano emersi 43 casi, dal secondo screening sono 32 i contagi scoperti. Dei 75 casi totali, 66 sono residenti a Mondragone (i 43 del primo screening e 23 emersi dal secondo), mentre gli altri sono residenti nel comune di Falciano del Massico (4), Sessa Aurunca (3), Carinola (1) e Recale (1).  Dal secondo screening è risultato che ben 27 casi positivi sono dipendenti di un’azienda agricola con sede a Falciano del Massico, la cui attività è stata prontamente sospesa dal sindaco Erasmo Fava con un’ordinanza firmata ieri. Anche il sindaco di Mondragone ha emesso un’ordinanza con la quale ha disposto la sospensione dell’attività di un’azienda a seguito della positività riscontrata in un dipendente.  Ieri un’ordinanza del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha disposto la proroga della zona rossa relativa all’area dei Palazzi Cirio di Mondragone fino al 7 luglio. Tra una settimana, al termine della quarantena, saranno ripetuti i tamponi ai residenti per poter eventualmente revocare la zona rossa. In provincia di Caserta sono 79 le persone attualmente positive: 75 i casi legati al focolaio di Mondragone, gli altri 4 nei comuni di Casapulla, Dragoni, Lusciano e Rocca d’Evandro non riconducibili al focolaio. 

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