Data ultima modifica: 11 Giugno 2020

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, non si sente in bilico dopo le voci e le indiscrezioni degli ultimi giorni che parlano di un possibile rimpasto in giunta, con al centro la sua poltrona. “Mi confronto quotidianamente con Fontana e molti consiglieri, un paio di settimane fa la maggioranza ha respinto in maniera compatta in aula una richiesta di mie dimissioni, gli atti formali sono quelli e quindi finché c’è la fiducia vado avanti”, afferma l’assessore impegnato dai primi giorni dell’epidemia in un’intervista al quotidiano Il Giornale.  “Non ho motivo oggi di ritenere il contrario e – sottolinea – svolgo appieno il mio incarico, con grande fatica fisica ma con assoluta determinazione. Dobbiamo prepararci a un’eventuale seconda ondata”. La Regione ha già pronto un piano. “Entro mercoledì presenteremo al Governo un piano per aumentare le terapie intensive, da 861 a 1.466 posti letto, più altri 352 immediatamente apribili in intensiva e 352 di subintensiva. Dentro ci saranno anche gli ospedali realizzati alla Fiera di Milano e Bergamo”. Su questo punto, fa notare: “E’ curioso che gli unici considerati inutili siano quelli lombardi”.  Giulio Gallera vorrebbe che gli attacchi così violenti contro la giunta si fermassero. “Io dico a certe persone che bisogna stare attenti perché tra articoli su giornali e dichiarazioni sprezzanti di qualche politico siamo arrivati alle scritte “assassino” sui muri, Fontana messo sotto scorta. Non si può arrivare a questo punto, mi sembra che la situazione stia sfuggendo di mano. Avremo anche fatto degli errori ma attacchi verbali così violenti sono inaccettabili, è ora di rallentare e tornare a toni da dialettica politica”, dice l’assessore al Welfare.  Anche lui in persona ha subito minacce. “Articoli, attacchi sui social, mail in cui mi si dava dell’assassino e altro, ho denunciato tutto alla Digos. Mai avrei pensato di trovarmi in situazioni del genere”, aggiunge.  “Fino a fine marzo – continua – i giornali raccontavano quanto la Lombardia fosse brava ad affrontare un’emergenza complicatissima, dai primi di aprile in poi abbiamo subito un attacco politico violento da parte di chi, non essendo mai riuscito a vincere con i voti, ha provato a deformare la realtà, un’azione di sciacallaggio politico pesante”.   

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