Data ultima modifica: 1 Settembre 2020

Con il Recovery Plan approvato dall’Ue “siamo di fronte ad una sfida”, cui bisogna rispondere in un modo che sia “all’altezza della crisi senza precedenti” provocata dalla pandemia di Covid-19 e anche “delle decisioni senza precedenti” che sono state prese. Si tratta di “una sfida cruciale per il nostro futuro”. Lo sottolinea il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni, in video audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Ue di Camera e Senato. La Commissione, ricorda Gentiloni, ha preso la decisione “senza precedenti” di raccogliere sui mercati “750 mld di euro” emettendo obbligazioni per finanziare il piano, che prevedrà sia trasferimenti che prestiti. Ora si tratterà di “utilizzare” al meglio le risorse che arriveranno. Oggi, anche considerando gli ultimi dati macroeconomici disponibili, l’Europa non si trova in una vera “ripresa” da una crisi a V, cioè in un rimbalzo che segue immediatamente una forte caduta della produzione, bensì in una “fase di rilancio dell’economia, caratterizzata da un clima di incertezza” determinata dalla pandemia di Covid-19. Lo sottolinea il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, in video audizione davanti alle commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Ue di Camera e Senato.  “Sono grato al governo italiano – continua Gentiloni – che non ha scelto la carta dell’autoisolamento, ma ha scelto la strada del dialogo costruttivo ed è stato un attore importante di questo dialogo”. Il Recovery Plan è quindi una “grande opportunità, ma anche una grande responsabilità per le istituzioni italiane”, visto che il primo beneficiario del piano per la ripresa è proprio il nostro Paese.  L’Italia dovrebbe utilizzare le risorse del Recovery Plan per affrontare i problemi che da tempo affliggono la sua economia, specie tenendo conto del “livello elevato del debito pubblico, che non scomparirà e che resterà un problema, di cui bisogna tenere conto, senza accelerazioni indebite”, ricorda Gentiloni. “Guai” se l’Italia pensasse di utilizzare le risorse del Recovery Plan per “ridurre le tasse”. Sarebbe “davvero un messaggio sbagliato”, ha sottolineato poi Gentiloni. Le risorse del Piano, ha aggiunto rispondendo a un parlamentare, “si possono usare per il Fisco? In maniera molto mirata e limitata. Può essere che, per raggiungere un certo obiettivo di riforma, si possano prevedere, temporaneamente, interventi di natura fiscale, ma guai a pensare che usiamo 200 mld di euro per ridurre le tasse. Sarebbe davvero un messaggio sbagliato”. Durante le trattative sul Recovery Plan, quando sulla stampa italiana iniziò a circolare l’ipotesi che le risorse sarebbero state utilizzate per ridurre la pressione fiscale, sulla stampa tedesca e di altri Paesi nordici apparvero immediatamente reazioni negative e interrogativi sull’opportunità di finanziare emettendo debito comune europeo un taglio delle tasse nei Paesi del Sud. L’anticipo del 10% dei fondi previsti da Next Generation Eu per ciascun Paese nel 2021 sarà “raggiungibile dopo due o tre mesi dalla presentazione formale del piano nazionale di ripresa e di resilienza”, ha chiarito il commissario. Perché le risorse possano essere erogate in anticipo nel 2021, ha spiegato, è necessario che il Consiglio abbia approvato formalmente il piano, dopo la raccomandazione della Commissione. Una volta che il piano verrà presentato formalmente dal Paese alla Commissione, cosa che potrà avvenire a partire da “gennaio” (il 15 ottobre dovrebbero venire presentate solo delle bozze), la Commissione avrà “otto settimane di tempo per proporre al Consiglio l’approvazione del piano ricevuto”, sempre che il piano sia adeguato (è per evitare un’eventualità del genere che la Commissione invita gli Stati membri a dialogare “fin d’ora” con Bruxelles, come ha detto oggi una portavoce dell’esecutivo Ue).  

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