Data ultima modifica: 13 Agosto 2021

“Ho perso un grande amico, un compagno di strada… la notizia della morte di Gino Strada è stata un colpo al cuore”. Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano che ha vissuto molti anni in Africa, ricorda il fondatore di Emergency scomparso oggi a 73 anni. “L’Italia – commenta il religioso all’Adnkronos – ha perso uno degli uomini che avevano gli occhi aperti sulla realtà e che non aveva paura di dire la verità di fronte al potere. Era questa una delle sue più grandi capacità”.  “E’ sempre stato dalla parte delle vittime del sistema e le ha curate. Ha capito le loro ragioni profonde che lo hanno poi condotto a criticare tutto quel sistema illogico che porta alle guerre. Capire il punto di partenza, il cammino che ha compiuto Gino, significa comprendere il perché della sua reazione alla guerre, contro l’Afghanistan, contro l’Iraq”, sottolinea padre Zanotelli parlando di un sistema ingiusto che permette “al 10% della popolazione mondiale di consumare da solo il 90% dei beni prodotti su questo pianeta e lo fa con una velocità incredibile. E’ chiaro dunque che quel 10% dovrà armarsi per ottenere le cose di cui ha bisogno, vedi il petrolio. Ecco il perché delle guerre”.  “Gino era arrivato a tutto questo mettendosi dall’altra parte. Anch’io l’ho fatto attraverso l’esperienza a Korogocho, baraccopoli di Nairobi in Kenya. Poi quando sono rientrato, ci siamo trovati, confrontati e condiviso tante manifestazioni contro le guerre, in particolare contro l’Iraq”, racconta padre Zanotelli che ricorda anche la moglie del fondatore di Emergency, Teresa Sarti. “Mi mandavano sempre i loro saluti quando ero a Korogocho”. In particolare, aggiunge, “una delle serate più belle è quella che passammo al teatro Ambra Jovinelli, a Roma, insieme a Tiziano Terzani, in cui è emerse il perché Gino era così arrabbiato contro l’assurdità delle guerre. Ho perso un compagno di strada”.  
Don Ciotti: “Lottatore che ha vissuto non solo per sé ma per gli altri”
 “Gino Strada, un caro amico, un lottatore, un uomo che ha vissuto non solo per sé ma per gli altri. Consapevole che il ‘bene’ non è mai passivo o neutrale, che ogni vero bene è figlio del costruire giustizia”, ha scritto dal canto suo in un tweet Luigi Ciotti sul profilo Twitter di Libera contro le Mafie.  

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