Data ultima modifica: 8 Febbraio 2021

Passo indietro sui migranti (“bastano le leggi europee”), la proposta del modello Bertolaso per i vaccini, passo avanti sull’intenzione di vaccinarsi in prima persona (“Lo farò a giugno-luglio”). Alla vigilia del secondo incontro con Mario Draghi, Matteo Salvini sta limando le proposte da portare sul tavolo del premier incaricato. Anche sul tema ‘caldo’ della gestione dei migranti il leader leghista dà prova di moderazione. “Sul tema immigrazione noi proporremo l’adozione della legislazione europea”, dice, proprio mentre ad Augusta una nave della Ocean Viking è in attesa di sbarcare, con oltre 400 migranti.  “A noi va bene che l’immigrazione in Italia sia trattata come è trattata in Francia e in Germania, con le stesse regole. Bisogna coinvolgere l’Europa in quello che non è un problema solo italiano”. Parole che sono acqua sul fuoco di possibili polemiche che potrebbero complicare il rapporto con Draghi, soprattutto con la sponda centrosinistra di governo, a partire dal Pd. Parole arrivate dopo la richiesta di chiarimento fatta ad esempio da Leu, che per bocca del capogruppo della Camera, Federico Fornaro torna a chiedere di sapere “se il governo seguirà la politica migratoria definita dai decreti Lamorgese oppure tornerà alla politica migratoria definita dai decreti Salvini”. Intanto, sul tema dell’emergenza sanitaria tira fuori il modello Bertolaso, che al Pirellone gestisce la campagna vaccinale: “C’è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione, delle vaccinazioni. Proporremo a Draghi il modello Bertolaso”. E’ questo il secondo punto che alla vigilia del secondo round di consultazioni Salvini sottolinea nel dossier per Draghi. Sui vaccini, a scanso di equivoci, Salvini fa a tempo ad aggiungere che si vaccinerà anche lui, stavolta senza citare il via libera (ricevuto?) del suo medico di famiglia: “Da 47enne aspetterò serenamente il mio turno che penso non arriverà prima di giugno-luglio a occhio”. A spiegare come la Lega sia disponibile a tutto campo interviene la senatrice Giulia Bongiorno, già ministra della Pa nel governo gialloverde. “Secondo me anche il presidente Conte può dare un grosso contributo a questo esecutivo”, dice la legale di Salvini, il cui nome è tra i più gettonati nel totoministri, aggiungendo come “noi non stiamo andando da Draghi per giudicare le sue scelte, lui indicherà delle personalità, quelle personalità andranno bene, non ci sarà un giudizio da parte nostra”. “Le nostre riforme le faremo dopo il voto”, assicura la senatrice leghista”. “Draghi – conclude – è la persona giusta al momento giusto, anche se non è stato votato dal popolo, lui può fare la giusta sintesi”. Tutta la Lega fa quadrato, provando a blindare il premier incaricato e la scelta di appoggiarlo. “Per fortuna, Draghi non è Monti e anziché tagliare vuole investire e rilanciare”, sottolinea fonti della Lega in serata. 

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