Data ultima modifica: 7 Ottobre 2020

Dopo un processo durato oltre cinque anni, i leader del partito greco di estrema destra Alba Dorata sono stati giudicati colpevoli dell’accusa di aver guidato un’organizzazione criminale che terrorizzava gli stranieri, gli immigrati, gli oppositori politici e chiunque venisse percepito come un nemico. Il verdetto è stato accolto con un applauso dalle migliaia di manifestanti antifascisti che si erano radunati fuori dal tribunale. Alcuni di questi manifestanti si sono scontrati con la polizia, che ha fatto uso di gas lacrimogeni. Gli imputati, compreso il leader di Alba Dorata Nikolaos Michaloliakos, rischiano fino a 10 anni di carcere. Alba Dorata ottenne 18 seggi nel 2012, quando la Grecia era alle prese con la grave crisi finanziaria che portò all’intervento della Troika. L’inchiesta fu avviata nel 2013, dopo l’uccisione del rapper antifascista Pavlos Fyssas. Nel processo contro i 68 imputati sono stati chiamate a testimoniare centinaia di persone. Il tribunale di Atene ha giudicato il leader del partito Nikos Michaloliakos e altri sei dirigenti colpevoli di aver guidato un’organizzazione criminale. Un sostenitore del partito, Giorgos Roupakias, è stato giudicato colpevole dell’omicidio del musicista, mentre altre 15 persone sono state ritenute responsabili di complicità nella vicenda.  

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