Data ultima modifica: 14 Ottobre 2020

Il leader di Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, è stato condannato a 13 anni di carcere. Il tribunale di Atene ha condannato alla stessa pena altri cinque ex deputati della formazione dell’estrema destra greca, si legge sul sito di Ekathimerini. Dopo un processo durato oltre cinque anni, i leader di Alba Dorata stati giudicati colpevoli dell’accusa di aver guidato un’organizzazione criminale che terrorizzava gli stranieri, gli immigrati, gli oppositori politici e chiunque venisse percepito come un nemico. Oltre a Michaloliakos dovranno scontare 13 anni di carcere anche altri leader del partito: Christos Pappas, Ilias Kasidiaris, Ioannis Lagos, Giorgos Germenis, Ilias Panagiotaros, mentre altri membri dovranno scontare pene fra i sette i cinque anni. E’ stato invece condannato all’ergastolo, più 10 anni per appartenenza a banda criminale, Giorgos Roupakias, il militante del partito riconosciuto come autore materiale dell’omicidio del rapper Pavlos Fyssas. Fu proprio quell’assassinio, il 18 settembre del 2013, a far partire le indagini contro Alba Dorata, partito anti immigrati, di estrema destra, d’ispirazione neo nazista e con un simbolo simile alla svastica. Fyssas, 34 anni, era un rapper noto in Grecia come Killah P., attivo anche come militante anti fascista. Il suo omicidio a coltellate, dopo un banale alterco in un bar dove Fyssas era andato a vedere una partita di calcio, sollevò un’enorme ondata di indignazione in Grecia. Le indagini della polizia contro l’autore del delitto si sono estese poi ai vertici del partito, portando pochi giorni dopo l’omicidio all’arresto di Michaloliakos. Il processo, che si è aperto nel 2015, ha portato lo scorso 7 ottobre al riconoscimento di Alba Dorata come organizzazione criminale responsabile di violente aggressioni e reati d’odio contro immigrati e avversari politici. Oggi sono arrivate le condanne dei suoi vertici a pesanti pene carcerarie. Al di là degli aspetti giudiziari, Alba Dorata aveva già da tempo iniziato una parabola discendente sul piano politico. Fondata negli anni ottanta da Michaloliakos, era rimasta a lungo una formazione marginale. La drammatica crisi economica in cui precipitò la Grecia alla fine del 2009, mettendo in crisi i partiti tradizionali, aveva portato Alba Dorata in parlamento con quasi il 7% nel 2012, sfruttando anche un crescente sentimento anti immigrati. Ma alle ultime elezioni del 2019 il partito di estrema destra è rimasto fuori dal parlamento. “Dopo che il popolo greco ha votato facendo uscire il partito neonazista Alba Dorata fuori dal parlamento alle ultime elezioni, oggi la giustizia greca ha riconosciuto la sua leadership come un’organizzazione criminale. E’ un vero giorno storico per la Grecia, la democrazia e lo stato di diritto”, aveva twittato il 7 ottobre il primo ministro greco, il conservatore Kyriakos Mītsotakis.  

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