Data ultima modifica: 5 Novembre 2021

Il nodo niente green pass per gli studenti a scuola, ma green pass nelle attività esterne curriculari va sciolto. “Le attività esterne del piano di offerta formativa vanno assimilate a quelle scolastiche. Chiediamo che la questione venga chiarita al più presto a livello legislativo. Il diritto allo studio e la sua gratuità sono preminenti”. La sollecitazione è della presidente dell’Associazione nazionale presidi per il Lazio Cristina Costarelli che indica all’Adnkronos una contraddizione di fatto rispetto a quella scuola diffusa sul territorio in agenda ministeriale nonché numerose criticità su altri fronti: “si disincentiva la piena attuazione del piano di offerta formativa; si rischia di violare la privacy dei ragazzi; e soprattutto si creano discriminazioni, che ledono in particolare i più deboli”. “Noi non possiamo chiedere informazioni sulle vaccinazioni, ma di fatto ci troviamo in situazioni in cui le acquisiamo come quando porto i ragazzi al cinema e due di loro sono sprovvisti di Green pass. Che si fa in quel caso? O cosa la volta successiva? Si esclude chi è sprovvisto di certificazione verde? Si rinuncia all’attività? Insomma si attivano tutta una serie di corollari – riscontra Costarelli – che non sono né giusti né gestibili. Ragion per cui è indispensabile un immediato intervento chiarificatore. La nostra proposta è che dentro e fuori scuola gli studenti siano sempre considerati studenti”. Dunque niente green pass. (Roberta Lanzara)  

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