Data ultima modifica: 14 Settembre 2021

“Il Green Pass è sicuramente uno strumento fondamentale, ma non è il solo. Si devono anche continuare a seguire i mantra della lotta al Covid, tanto più nella scuola: mascherine, distanziamento, igienizzazione degli ambienti e delle mani. Magari con l’aggiunta di test a campione, come quelli salivari previsti nel piano per la ripartenza scolastica, che devono però essere ben organizzati e realmente rappresentativi”. E’ il monito lanciato in una intervista a La Stampa da Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts ed ex consulente del ministro Bianchi che, nelle indicazioni fornite alle scuole per una loro riapertura in sicurezza, vede poca chiarezza.  L’obbligo del Green Pass, lui, lo estenderebbe anche agli studenti over 12. “Magari non subito – dice – ma a partire da metà ottobre, quando a tutti sarà stata data la possibilità di vaccinarsi. L’obbligo andrebbe accompagnato da un’importante campagna di comunicazione che lo trasformi in scelta consapevole. Senza fare del terrorismo bisognerà pur spiegare che con questa dannata Delta purtroppo vediamo anche giovanissimi finire in terapia intensiva, sia pure in percentuali limitate. Sull’epidemia sono stati più efficaci i post di Fedez e Ferragni che tutto il resto. Recluterei i 10 maggiori influencer e aprirei un canale social rivolto ai giovani, che parli il loro linguaggio. Perché ora con il calo della curva dei contagi la tensione si è abbassata ma dobbiamo far capire ai ragazzi che non è ancora il momento di abbassare la guardia”.  E poi avverte: “Nella scuola dal livello centrale devono essere impartite indicazioni chiare, granitiche. Altrimenti si rischia il caos”. Sulle possibilità ci sono che si torni alla Dad, dice Miozzo: “Sarei comunque moderatamente ottimista. Che si ripetano le chiusure dello scorso anno è un’ipotesi remota. In qualche scuola scatterà, ma se saranno rispettare le regole e i test salivari saranno ben organizzati il rischio sarà ridotto”. 

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