Data ultima modifica: 16 Marzo 2022

(Adnkronos) – Guerra Ucraina-Russia, realizzare una no fly zone sarebbe “troppo rischiosa”, perché potrebbe coinvolgere la Nato nel conflitto in corso. Lo sottolinea il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, a margine della ministeriale Nato a Bruxelles. “Per quanto riguarda la richiesta della costituzione di una no fly zone sopra l’Ucraina – dice Guerini – mi pare che la posizione sia chiara: parlare di no fly zone significa un’area presidiata da aerei della Nato, con il rischio concreto di una spiralizzazione della situazione e di entrare direttamente in contatto con i russi”. “Non è questa la soluzione che noi immaginiamo – prosegue – credo che sia troppo rischiosa e che possa portare a un coinvolgimento dell’alleanza atlantica dentro il contesto di conflitto che oggi viviamo. Il punto è continuare a lavorare per sostenere l’Ucraina, con le sanzioni da un lato e gli aiuti militari dall’altro. Mi pare che sia una cosa già superata”. L’invio di una missione di peacekeeping in Ucraina, come chiesto dalla Polonia, “in questo momento mi pare assolutamente prematura”. 
CIRCOLARE ESERCITO – “Sono sorpreso per la sorpresa”, destata dalla circolare dell’Esercito che raccomanda di orientare le esercitazioni all’attività di combattimento, dato che “in realtà è una circolare ordinaria, che dice di focalizzare l’attività esercitativa sulle prime due missioni delle nostre Forze Armate, cioè la difesa dello Stato e degli spazi euroatlantici ed euromediterranei”. “Si tratta appunto – continua Guerini – di specificare il focus dell’attività esercitativa. D’altra parte, siccome partecipiamo con l’elevazione della prontezza al rafforzamento della deterrenza della Nato, si dice di impiegare gli assetti con questo scopo”.”Ha solo – prosegue Guerini – questo preciso riferimento: non servono le polemiche e le sorprese non sono tanto comprensibili. E’ normale che l’attività esercitativa che le Forze Armate realizzano si continui a realizzare, tenendo conto della contingenza in cui ci troviamo”. 
GLI INCONTRI A KIEV – La visita dei premier di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia a Kiev, dice il ministro della Difesa, “è stata una visita di solidarietà rispetto alle sofferenze dell’Ucraina, del popolo di quel Paese, di sostegno a ciò che Volodymyr Zelensky e il suo governo stanno realizzando. Dev’essere interpretata così”.  
PUTIN – Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin “ha sbagliato i suoi calcoli: voleva meno Nato, si trova più Nato. Scommetteva su un’Ue divisa, ma l’Ue è più forte e più coesa. Credo che sia il momento che se ne debba rendere conto e che si inizi a discutere per trovare una soluzione pacifica”. La Nato, continua Guerini, esprime “ferma condanna per l’aggressione russa all’Ucraina, ingiustificata, che sta sottoponendo la popolazione di quel Paese a sofferenze indicibili”. Sottolinea inoltre “la volontà di continuare a supportare le forze armate dell’Ucraina nell’eroica resistenza che stanno realizzando, con l’invio di materiale e di armamenti, così come abbiamo fatto fino a questo momento, ma anche con strumenti previsti dalle sanzioni che stanno mettendo in difficoltà Putin”. Bisogna operare “insieme – conclude – anche trovare una sede e una modalità diplomatica per affrontare questa crisi”. 

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