Data ultima modifica: 10 Luglio 2021

Washington invia a Haiti agenti del Fbi e del Dipartimento per la sicurezza nazionale (Dhs) per contribuire alle indagini sull’assassinio del presidente Jovenel Moise. A renderlo noto, dopo l’annuncio del coinvolgimento di due cittadini americani accusati di aver fatto parte del commando di killer, è stata la Casa Bianca. Non sono stati forniti dettagli sul numero di agenti coinvolti nella missione, organizzata su richiesta della polizia nazionale haitiana, che guida le indagini.  “In risposta alla richiesta avanzata dal governo di Haiti di assistenza sul piano della sicurezza e delle indagini, invieremo alti funzionari Fbi e Dhs a Port-au-Prince non appena possibile per valutare la situazione e stabilire il modo in cui potremo fornire aiuto”, ha spiegato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki. “Assicurandoci di fornire risorse, umane ma anche finanziarie, cosa che rientra nel nostro obiettivo”, ha aggiunto. Questa missione, ha poi tenuto a chiarire la portavoce, non interferirà con l’assistenza che Washington garantisce al popolo di Haiti. “Si tratta della risposta ad una richiesta specifica”. I due americani coinvolti nell’agguato al presidente Moise sono James Solages, di 35 anni, e Joseph Vincent, di 55 anni, entrambi di origine haitiana. I due hanno sostenuto durante l’interrogatorio del magistrato di aver svolto un lavoro da interpreti all’interno del commando e che la missione era arrestare il presidente nell’ambito di un mandato giudiziario, non ucciderlo. Le autorità di Port-au-Prince hanno intanto chiesto al presidente americano Joe Biden l’invio di truppe nel paese per contribuire alla sua stabilizzazione e ad assicurare il controllo sulle infrastrutture statali, dai porti agli aeroporti, dopo l’assassinio del presidente. A riferirlo a AbcNews è stato il ministro haitiano Mathias Pierre. La richiesta è stata avanzata nel Corso di un colloquio tra il premier ad interim Claude Joseph e il segretario di stato americano Antony Blinken mercoledì. Biden tuttavia non sarebbe favorevole a una tale ipotesi. Port-au-Prince ha anche chiesto l’invio di forze al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
 

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