Data ultima modifica: 13 Ottobre 2020

“Se molti dei punti toccati dal Dpcm sono certamente utili, altri avranno una efficacia relativa e altri ancora mi lasciano perplessa. Ma la formula magica non c’è e capisco quanto sia difficile coniugare esigenze sanitarie, politiche, sociali e di diritto. Però ci sono dei punti che non sono stati toccati e che invece, per la loro criticità, vale la pena ricordare. Uno di questi è certamente quello dei trasporti. Come ripeto sin da marzo, i trasporti sono un nodo cruciale perché la mascherina non ci può proteggere nelle condizioni di forte assembramento che abbiamo visto nei tram e nelle metropolitane”. E’ il commento, al nuovo Dpcm varato dal Governo, dell’immunologa Antonella Viola ordinaria di Patologia generale del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova.  “Durante l’estate, si sarebbe dovuto organizzare il potenziamento del trasporto pubblico, perché era evidente che con la ripresa di scuola e attività lavorative ci saremmo trovati in queste condizioni. Ora è tardi: mancano i mezzi e il personale. Come risolvere il problema? – suggerisce Viola in un post su Facebook – Certamente sarebbe stato utile imporre un aumento del lavoro da casa (smart working). Perché consigliarlo e non regolamentarlo? Sarebbe stato un segnale forte e avrebbe avuto certamente maggiore incisività”. “Poi c’è il discorso scuola superiore e università. Credo che sia giusto iniziare a discutere della possibilità di utilizzare maggiormente la didattica a distanza in questi contesti – aggiunge Viola – Nel caso dell’università, dove ho esperienza diretta come docente, la didattica a distanza ha funzionato molto bene durante il lockdown e non ci sarebbero problemi di tipo formativo o organizzativo se si decidesse di ricominciare così. E forse anche per gli ultimi 2 anni della scuola superiore si potrebbe aprire una discussione, cercando di capire se per questi ragazzi si può sostituire la lezione frontale con quella a distanza e valutando costi e benefici. Affrontiamo subito questi argomenti – conclude – perché introdurre piccole restrizioni quando è troppo tardi non serve a molto”. 

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