Data ultima modifica: 26 Giugno 2020

Storie di traguardi raggiunti da pazienti con tumore al seno metastatico, in grado di incoraggiare altre donne con questa malattia a porsi obiettivi ambiziosi. A questi risultati darà voce – quest’anno usando la forza della televisione con un docu-reality che sarà trasmesso in autunno su La7 – la quarta edizione di ‘Voltati. Guarda. Ascolta. Le donne con tumore al seno metastatico’, la campagna nazionale promossa da Pfizer con il patrocinio di Fondazione Aiom e in collaborazione con Europa Donna Italia e Susan G. Komen Italia.  Si parte da ‘My Way. Storie che ispirano’, un contest indetto per raccogliere e selezionare storie legate a traguardi concreti e dal valore universale’. Ad accompagnare le pazienti nel viaggio verso il proprio traguardo ci sarà Paola Marella, personaggio televisivo, architetto e Interior Designer. A partire da oggi e fino al 26 luglio, le donne con tumore al seno metastatico che hanno realizzato un traguardo di vita che credevano arduo a causa della malattia o i loro caregiver (familiari, amici, vicini) potranno caricare la loro storia sul sito www.voltatiguardaascolta.it. Tra tutti i racconti di traguardi raggiunti, una giuria selezionerà 4 progetti ritenuti universali e significativi rispetto al vissuto delle pazienti per il docu-reality che andrà in onda in autunno.  “Ho accolto con entusiasmo l’invito ad essere testimonial, conduttrice e giurata di questa importante iniziativa – dichiara Marella – Non c’è modo migliore per rompere il muro del silenzio che portare sul piccolo schermo, potente amplificatore di messaggi, storie di donne che non si sono fatte sopraffare dalla fatalità della vita e hanno reagito combattendo”. “La diagnosi di tumore al seno metastatico è un evento traumatizzante, vissuto come uno sconvolgimento nella vita di chi la riceve – dichiara Maria Vittoria Dieci, ricercatrice dell’università di Padova e medico oncologo – Oggi, grazie alla ricerca, possiamo contare su un trattamento sempre più personalizzato in base alle caratteristiche della malattia ed è possibile convivere con il tumore metastatico a lungo mantenendo una buona qualità di vita”. Il tumore al seno in forma avanzata o metastatica è caratterizzato dalla diffusione della malattia in altre zone del corpo, come ossa, fegato, polmone o cervello. Circa il 5-10% degli oltre 50.000 nuovi casi annui di tumore al seno si presenta metastatico alla diagnosi. Ma circa il 30% delle donne con diagnosi iniziale di tumore al seno in stadio precoce potrà sviluppare questa forma nella vita. “Cambiare la traiettoria del cancro nei prossimi anni è il nostro lavoro e lo facciamo attraverso la scienza – dichiara Alberto Stanzione, direttore Oncologia di Pfizer in Italia – Per fare questo cambiamento è essenziale cooperare con tutti gli attori coinvolti a vario titolo nella ricerca, cura, informazione e advocacy sulle malattie oncologiche. La collaborazione nell’ambito della campagna con protagonisti della realtà oncologica italiana è un esempio. Ci auguriamo che l’iniziativa quest’anno possa attraverso gli esempi del docu-reality non solo incoraggiare le donne affette dal tumore al seno metastatico a fare progetti per la propria vita e porsi nuovi obiettivi, ma anche ispirare tutti coloro che possono e devono attivarsi per aiutarle a raggiungere i loro traguardi”. “Sin dall’inizio Fondazione Aiom si è molto impegnata in questa campagna – ha detto Stefania Gori, presidente Fondazione Aiom – ritenendo importante sia parlare di questa malattia che dialogare con le pazienti. Con le terapie adeguate e con una buona qualità di vita ottenibile oggi con i trattamenti disponibili le donne possono pensare a progettualità, possono pensare a realizzarle, possono raggiungere traguardi: nonostante la malattia”. Per anni, ha aggiunto Rosanna D’Antona, presidente Europa Donna Italia Onlus, “e ancora oggi spesso, l’esperienza del tumore al seno nei messaggi sui media e sulla rete è stata descritta nelle testimonianze di tantissime donne come una battaglia che, seppur dura, si può vincere. Solo da poco tempo, grazie al coraggio e all’intraprendenza di alcune donne metastatiche, si dà spazio alla voce di chi questa battaglia non l’ha vinta ma, come ha scritto una di loro, ‘cercando quotidianamente un armistizio’ convive con il tumore”. Per controbilanciare le profonde ripercussioni negative che la progressione della malattia determina nelle donne con tumore al seno metastatico, ha concluso Riccardo Masetti, presidente Susan G. Komen Italia, “è necessario garantire loro l’accesso agevolato sia a strutture oncologiche di eccellenza che a supporti aggiuntivi scientificamente validati utili a mantenere il miglior benessere psicofisico e relazionale possibile”.  

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