Data ultima modifica: 12 Agosto 2021

Il Sud continua a bruciare, gli incendi stanno devastando la Calabria e la Sicilia. Oggi il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha chiamato al telefono il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, per esprimere la solidarietà e la concreta vicinanza del governo alla città metropolitana e in particolare alle comunità colpite dai roghi che in questi giorni stanno martoriando l’Aspromonte e che ad oggi hanno già causato 4 vittime.  “Il governo – ha affermato Draghi – segue con apprensione le vicende in tutte le aree del Paese interessate dall’emergenza incendi e metterà in cantiere un programma di ristori per le persone e le imprese colpite, insieme a un piano straordinario di rimboschimento e messa in sicurezza del territorio”. Intanto già domani il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, sarà nella città dello Stretto per verificare sul campo la situazione e guidare personalmente il seguito delle operazioni. “Segnale positivo di vicinanza alla nostra comunità da parte del Presidente – ha scritto Falcomatà su Twitter – Domani il Capo del Dipartimento di Protezione civile Fabrizio Curcio sarà in Calabria per verificare situazione, guidare le operazioni di spegnimento degli incendi e fare il punto su messa in sicurezza aree andate distrutte”. Stato di Workflow”La particolarità di questa emergenza è che i roghi sono partiti in più punti e poi si sono uniti” dice Carlo Metelli, comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Reggio Calabria, tracciando con l’Adnkronos il quadro della situazione. “Abbiamo avuto temperature elevatissime e in questa provincia non piove da 5-6 mesi, quindi la vegetazione è secca – spiega Metelli – Questo mix ha aumentato la suscettività”. Ieri a quest’ora i Vigili del fuoco avevano aperti ben 54 interventi, un record per il comando di Reggio Calabria. “Una situazione – sottolinea il comandante – non conosciuta a memoria d’uomo qui a Reggio Calabria, dove c’è un comando abituato a occuparsi di incendi boschivi. Credo che non sia mai successo. La cosa positiva è che oggi è un po’ meno caldo ed è cessato il vento, quindi stiamo registrando una sensibile diminuzione degli interventi. In questo momento stiamo gestendo 16 schede che è un numero importante ma niente a paragone di quanto accaduto ieri. Anche il personale della sala operativa era stremato ieri sera”.  Sulla situazione attuale il comandante dei Vigili del fuoco sottolinea che “in questo momento le squadre sono impegnate nel Comune di San Luca, dove sta bruciando il parco nazionale dell’Aspromonte”. “Oltre alle squadre di Calabria Verde, ci sono un Gruppo operativo speciale e due squadre dei Vigili del fuoco – dice – L’area è molto vasta e ha una grande valenza ambientale. Nella zona di Grotteria e Mammola le fiamme si avvicinano ai centri abitati e nel Comune di San Giovanni di Gerace stiamo operando anche con il supporto della flotta area. In questo momento ci sono in azione due canadair, di cui uno della flotta francese”. “Alle 13.30 – racconta Metelli – i canadair francesi, che erano di ritorno dalla Grecia sono stati fatti scendere a Lamezia Terme riforniti e ci stanno dando una mano in Regione Calabria”.  “L’altro punto un po’ critico ieri, dove oggi la situazione è migliorata, è quello di Cardeto. Lì l’incendio persiste ed è in posizione più alta, quindi meno pericolosa per il centro abitato ma sempre importante dal punto di vista paesaggistico e ambientale – precisa – sul posto abbiamo due squadre e un nostro direttore delle operazioni di spegnimento”. Ma questi sono i fronti più impegnativi. “Il comando – conclude Metelli – oltre a questi interventi è stato impegnato in una miriade di interventi più piccoli che hanno drenato fortemente le risorse e per questo abbiamo avuto i rinforzi”.  “La situazione non è bella: i roghi continuano ad avanzare. Siamo isolati ormai da 4 giorni e non sappiamo per quanto tempo ancora lo saremo. Ci sono diversi focolai attualmente e i Canadair stanno cercando di spegnerli. La strada principale è bloccata dalle fiamme” dice all’Adnkronos il Rettore del Santuario della Madonna di Polsi, sull’Aspromonte, don Tonino Saracco. 
In Sicilia ancora bollino rosso per il rischio incendi nella giornata di domani, venerdì 13 agosto. La Protezione civile regionale ha diramato un bollettino con massimo livello di allerta nelle province di Palermo, Catania, Enna, Agrigento e Caltanissetta. Ancora rosso il rischio ondate di calore per la città di Palermo con temperature percepite fino a 37°.  In Sicilia il Wwf ha chiesto al prefetto di Enna Matilde Pirrera di adoperarsi “con la massima urgenza per richiedere ai competenti organi statali l’attivazione dell’intervento per pubbliche calamità delle Forze Armate, in concorso con le altre forze attualmente in campo nella lotta agli incendi”. Nel documento, il Wwf ha sottolineato come “la situazione di grave, estesa e duratura emergenza degli incendi, in particolare nel territorio della provincia di Enna, richiede interventi straordinari e scelte risolute”.  “I gravissimi incendi delle ultime ore a Pergusa – si legge nel documento – dimostrano chiaramente l’attacco, preordinato ed organizzato, nei confronti delle aree boschive, del paesaggio, della biodiversità, delle attività economiche e persino della pubblica e privata incolumità di interi centri abitati”. L’Esercito servirebbe anche per “rafforzare il controllo del territorio nelle giornate a rischio, anche inibendo l’accesso senza giustificato motivo alle aree boschive”. “Risulta ormai evidente ed improcrastinabile – sottolinea Ennio Bonfanti, presidente del Wwf Sicilia Centrale – l’esigenza di impiegare nuove forze dello Stato per far fronte alla straordinaria e grave emergenza”.  Nel ragusano, sono ancora in corso le operazioni di spegnimento dei focolai ancora attivi nella zona di Calaforno, tra Giarratana e Monterosso, ieri colpita da un grosso incendio. In ausilio anche canadair ed elicotteri. Sono invece spente le fiamme sul fronte San Giacomo, sempre nel ragusano, dove per tutta la notte i Vigili del fuoco e la Protezione civile, con il supporto della polizia municipale, hanno effettuato interventi anche su segnalazioni dei proprietari di case e terreni.  “Le aree degli incendi non sono collegate tra loro e ciò fa presumere la natura dolosa degli eventi: le autorità competenti hanno avviato le indagini per scovare chi si fosse macchiato di un reato talmente spregevole che merita sanzioni severissime – ha detto il sindaco di Ragusa Peppe Cassì al termine di un sopralluogo con il prefetto e i vertici delle forze dell’ordine nelle aree deli incendi – Il Centro di coordinamento dei soccorsi, che opera sotto la regia del prefetto, è in costante collegamento con le autorità regionali e nazionali e la macchina dei soccorsi, predisposta per tempo, continua quindi a operare efficacemente. E oggettivamente impossibile presidiare ogni angolo di bosco o di campagna, per cui tutti sono invitati a segnalare immediatamente ai Vigili del fuoco o alla protezione civile qualunque principio di incendio”.  Gli incendi di questi giorni hanno devastato le Madonie, bruciato ettari e ettari di vegetazione e macchia mediterranea. Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Sottana, San Mauro Castelverde, Polizzi Generosa, sono stati avvolti dalle fiamme che non hanno risparmiato nemmeno case e aziende agricole. Ancora oggi i canadair sono in azione per spegnere alcuni focolai. E se è troppo presto per calcolare l’entità del danno ambientale, da questi borghi arriva un appello ai turisti. “Il miglior aiuto che in questo momento può arrivarci – dice all’Adnkronos il sindaco di Gangi e presidente del Gal (Gruppo di Azione Locale) Madonie Francesco Migliazzo – è proprio continuare a venire a visitare i nostri paesi, rinunciando purtroppo a godere delle nostre bellezze naturalistiche, devastate da mani criminali, e puntando sul nostro patrimonio storico e culturale”.  

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