Data ultima modifica: 10 Settembre 2021

“Non condivido ciò che ho scritto, non era cosa da fare. Ho solo da dire questo”. Mario Socrate, il candidato M5S alle comunali di Busto Arsizio finito nella bufera per gli insulti rivolti alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, risponde con voce affranta quando viene contattato telefonicamente dall’Adnkronos per commentare la vicenda che lo ha visto protagonista nelle ultime ore. E’ stata proprio Meloni, sui social, a chiedere al leader 5 Stelle Giuseppe Conte di prendere provvedimenti nei confronti di Socrate: “Un candidato del Movimento al Consiglio comunale di Busto Arsizio mi ha rivolto il raffinato appellativo di ‘cagna’. Sarebbe questo il nuovo corso del Movimento? Invece di dare lezioni agli altri, il neo presidente del M5S guardi dentro casa sua perché di volgarità ne troverà tanti”, ha scritto su Facebook la presidente di Fdi. Immediato l’intervento dell’ex premier, che si è scusato con la Meloni: “Mario Socrate ha usato parole che non sono compatibili con il nuovo corso del Movimento 5 Stelle, che annovera, tra i principi fondativi, la ‘cura delle parole’. Non possiamo più considerarlo un nostro candidato, con tutte le conseguenze che questo comporta”. “Io ho chiesto scusa, mi pento di aver scritto quelle cose”, dice adesso Socrate, architetto paesaggista, le cui parole contro Meloni hanno spinto il M5S di Busto Arsizio ad annullare l’evento di mercoledì sera con Conte. A chi gli chiede se si ritirerà dalla corsa per le comunali, risponde: “Non lo so ancora, sto riflettendo. In questo momento sono ‘a terra’. Sono stato davvero un ingenuo e se dovessi incontrare Giorgia Meloni le regalerei un mazzo di fiori, davvero”. (di Antonio Atte) 

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