Data ultima modifica: 16 Marzo 2021

Lo Ius Soli “penso che corrisponda ad un elemento di buon senso, rischiamo di avere persone che non hanno diritti e di non sentire i doveri di una persona che vive nel nostro Paese”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ospite di Tg 2 Post. “Non so se si sia un tema identitario – ha spiegato ancora Orlando – penso che corrisponda ad un elemento di buon senso. Abbiamo dei ragazzi che sono cresciuti nel nostro Paese, che parlano italiano, magari anche con il dialetto di Roma, di Napoli, di Milano e che però non hanno nessun tipo di diritto, non sono riconosciuti, sono sospesi, in una condizione nella quale non sono più cittadini dei Paesi dai quali provengono i loro genitori, ma non sono neanche cittadini del nostro Paese. E’ un buon investimento e una scommessa giusta del nostro Paese? Rischiamo di avere molte persone che non hanno non solo diritti, ma rischiano anche di non sentire i doveri di chi vive nel nostro Paese”. Nel suo recente discorso prima dell’elezione a segretario dem, è stato Enrico Letta a rilanciare la battaglia per lo Ius Soli in Italia dividendo il mondo politico tra pro e contro, con la Lega di Matteo Salvini che ha già bocciato senza mezzi termini un’eventuale proposta in questo senso. Ma cos’è lo Ius Soli? E quale il significato? Questa espressione giuridica, traducibile dal latino in italiano in ‘diritto del suolo’, indica l’acquisizione della cittadinanza di un paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Lo Ius Soli si contrappone allo Ius Sanguinis (‘diritto del sangue’), che indica la trasmissione ai figli della cittadinanza del genitore, quindi non in base al luogo di nascita.
 

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