Data ultima modifica: 31 Agosto 2021

I Talebani sono entrati simbolicamente nella mattinata di oggi all’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, in Afghanistan, per celebrare il ritiro degli ultimi militari americani. Tra i Talebani presenti allo scalo aeroportuale anche il portavoce Zabihullah Mujahid, che ha tenuto una conferenza stampa. “Questa vittoria appartiene a tutti noi – ha dichiarato -, l’Emirato islamico è una nazione libera e sovrana”. La “sconfitta” degli Usa rappresenta “una grande lezione per tutti gli altri invasori e per le nostre generazioni future” oltre che “per il mondo intero”, ha aggiunto, continuando: “Vogliamo avere buoni rapporti con gli Stati Uniti e con il mondo intero. Apriremo a relazioni diplomatiche con tutti”. L’emittente al-Jazeera descrive “una situazione calma” a Kabul dopo il pieno ritiro Usa e dopo la notte di festa. “Nessuno potrà utilizzare l’Afghanistan per lanciare attacchi contro altri Paesi e distruggere la pace”, ha dichiarato ancora Mujahid. “Ora l’autorità è in mano agli afghani – ha proseguito -, formeremo un governo islamico e garantiremo la sicurezza”. “Il nostro desiderio – ha aggiunto il portavoce – è che il nostro Paese non venga mai più invaso. Vogliamo pace, prosperità e un vero sistema islamico”. Mujahid, che si è rivolto a un gruppo di uomini in tenuta da combattimento, ha ringraziato per gli sforzi compiuti per “ottenere l’indipendenza”. “Siamo orgogliosi dei vostri sacrifici. E’ grazie all’onestà e alla pazienza che oggi siamo indipendenti”, ha affermato Mujahid, chiedendo ai combattenti talebani di “essere gentili” con il popolo afghano. “Vorrei anche chiedervi di stare attenti a come trattate il vostro popolo. Questa nazione ha sofferto molto. Il popolo afghano merita di essere trattato con amore. Quindi, siate gentili con loro. Noi siamo i loro servitori. Non ci siamo imposti loro”. I Talebani hanno quindi dispiegato forze speciali allo scalo internazionale, con l’obiettivo di mettere “in sicurezza l’aeroporto”, ha confermato il portavoce Mujahid. “Siamo in grado di garantire la sicurezza dell’aeroporto. Presto tutto tornerà alla normalità. Le forze americane hanno lasciato un gran caos all’aeroporto. Si tratta di una questione tecnica e ci vuole del tempo per risolverla. Sono in atto sforzi per riprendere i voli commerciali”, ha spiegato ancora.
 “Il lavoro dell’America in Afghanistan continua. Abbiamo un piano per il futuro e lo stiamo mettendo in atto”. Lo ha scritto su Twitter il Segretario di Stato americano Antony Blinken, annunciando lo spostamento della sede diplomatica di Washington da Kabul a Doha. “I voli militari statunitensi sono terminati e le nostre truppe hanno lasciato l’Afghanistan. E’ iniziato un nuovo capitolo dell’impegno americano con l’Afghanistan. E’ quello in cui condurremo con la nostra diplomazia”, ha dichiarato Blinken. “Esigeremo che i Talebani rispettino il loro impegno sulla libertà di movimento per i cittadini stranieri, i titolari di visto e gli afghani a rischio. La posizione internazionale su questo è forte e rimarrà forte”, ha proseguito Blinken. “Continuiamo a onorare tutti quegli uomini e donne coraggiosi, degli Stati Uniti e di molti altri paesi, che hanno rischiato o sacrificato le loro vite come parte di questa lunga missione in Afghanistan, fino ad oggi”, ha concluso. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parlerà questo pomeriggio alla nazione sugli ultimi sviluppi nel Paese e sul piano Usa per il futuro. Lo ha reso noto la Casa Bianca. I soldati americani hanno intanto distrutto blindati e reso inutilizzabili velivoli militari prima di ritirarsi completamente dall’Afghanistan, “demilitarizzando l’area” dell’aeroporto. Lo ha spiegato il generale Kenneth McKenzie, spiegando che le truppe hanno “demilitarizzato” 73 aerei, 70 veicoli tattici corazzati e 27 Humvee in modo che non venissero utilizzati dai Talebani. “Quei velivoli non voleranno mai più. Non potranno mai essere gestiti da nessuno”, ha detto McKenzie. Un video pubblicato dal Los Angeles Times aveva mostrato i Talebani entrare in un hangar dell’aeroporto di Kabul e ispezionare gli aerei statunitensi. Gli Stati Uniti hanno anche disabilitato il loro sistema di difesa missilistico ad alta tecnologia, ha aggiunto il generale. Ci sono ancora “poche centinaia” di britannici in Afghanistan, dopo le evacuazione effettuate in concomitanza con il ritiro delle truppe Usa dal Paese. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab. “So che il numero di cittadini britannici è ora sceso a un livello molto basso, poche centinaia dato che ne abbiamo evacuati 5mila in totale”, ha detto Raab a Sky News. Per il ministro è necessario “riconoscere la nuova realtà” e “concentrarci su ciò che possiamo fare per il futuro”, ha detto parlando di “guadagni tangibili per tutto il sacrificio” compiuto nei 20 anni di presenza occidentale in Afghanistan. “L’Italia ha fatto moltissimo in questa fase emergenziale: sono più di 5.000 i cittadini afghani che abbiamo ‘salvato’ in condizioni davvero al limite. Sono donne, bambini, profughi, vittime di una guerra che nega loro i diritti fondamentali di civiltà. Per questo grande sforzo operativo e umanitario vanno ringraziate le nostre Forze armate e l’intelligence che hanno svolto un lavoro straordinario: oggi alle 17 a Ciampino arriveranno gli ultimi militari di ritorno dall’Afghanistan e saremo lì a ringraziarli e ad accoglierli”. Lo ha detto Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa, ad Agorà Estate su Rai3.
 

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